Naufragano ad Ustica i terrapiattisti veneziani partiti in pieno lockdown per cercare la ‘fine del mondo’

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:27

La coppia era partita dal Veneto durante il lockdown in barba alle restrizioni per poter raggiungere ‘la fine del mondo’ convinti che la terra fosse piatta

Un uomo e una donna di mezza età hanno intrapreso un viaggio in piena emergenza sanitaria con il fine di dimostrare che la terra sia davvero piatta. L’obiettivo, infatti, era quello di raggiungere ‘de finibus terrae’, ovvero i confini della terra.

Alla fine sono naufragati ad Ustica 

Invece di raggiungere le estremità del mondo a Lampedusa, però, sono naufragati ad Ustica, in Sicilia. La storia è stata riportata Salvatore Zichichi, medico dell’Ufficio di sanità marittima che si è ritrovato a gestire la goliardica vicenda.

Per sostenere l’impresa l’avventurosa coppia ha deciso di vendere la loro automobile con il fine di comprare una barchetta e dirigersi verso Lampedusa, punto di approdo del viaggio e da loro considerata come l’estremità del mondo piatto.

A complicare la traversata della coppia veneziana la loro convinzione che i cellulari siano pericolosi, decidendo non portare con loro alcun telefono che potesse aiutarli nel chiedere aiuto. Nonostante questa convinzione i due, racconta Zichichi, avevano deciso di orientarsi con una bussola, strumento che, ha osservato il medico, “funziona sulla base del magnetismo terrestre, principio che loro, da terrapiattisti, dovrebbero rifiutare”.

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La coppia ha tentato la fuga due volte ed è finita a casa di un mitomane

La coppia, che è stata scortata nel capoluogo siciliano, è stata messa in quarantena proprio sulla loro amata barca; nello stupore generale i due hanno tentato la fuga per poter continuare il loro viaggio alla ricerca della ‘fine del mondo’.

L’allarme è rientrato in quanto la barca non è riuscita a proseguire fra le onde, e dopo qualche ora sono stati riportati a riva. Ma non è finita qui: la coppia ha deciso nuovamente di ritentare la fuga, finendo a casa di un mitomane che affermava di essere positivo al coronavirus. Per fortuna, alla fine, l’uomo non era realmente infettato.

I due alla fine sono tornati a casa, e lo scafo utilizzato per l’ardua impresa è stato attraccato presso il porto del capoluogo siciliano.

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