Coronavirus, il vaccino russo “è sicuro” e “induce all’immunità”. Ma gli esperti predicano cautela

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:26

vaccino russo coronavirusIl vaccino contro il coronavirus russo sembra essere sicuro e induce l’immunità.

I primi studi sul controverso rimedio, chiamato Sputnik V, ha portato a dei risultati pubblicati venerdì sulla rivista medica The Lancet. Stando alle conclusioni, pare che il vaccino non provochi effetti avversi importanti nonostante le gravi preoccupazioni internazionali sulla sua sicurezza.

I partecipanti a due piccoli round di test precoci hanno indotto anticorpi, suggerendo lo sviluppo dell’immunità nei sopravvissuti.

“I due studi di 42 giorni – con il coinvolgimento di 38 adulti sani ciascuno – non hanno riscontrato effetti avversi gravi tra i partecipanti e hanno confermato che i candidati al vaccino suscitano una risposta di anticorpi”, si legge sulla rivista The Lancet.

Il Cremlino ha approvato lo Sputnik V l’11 agosto, rendendolo il primo vaccino Covid-19 al mondo autorizzato per l’uso, come ricorda il Daily Star Online.

Nessun effetto avverso in 42 giorni sui 76 volontari

Esperti di tutto il mondo hanno definito l’annuncio della Russia “immorale” e “spericolato” in quanto il vaccino non era stato testato su larga scala. Ma Mosca è andata avanti con il test Pahse 3 del vaccino, sviluppato dal Gamaleya Research Institute di Mosca, iniziato questa settimana e che vedrà il coinvolgimento di ben 40.000 partecipanti.

A 76 volontari è stata iniettata una formulazione congelata del vaccino pianificato per un uso su larga scala. Nessun effetto avverso è stato rilevato durante i 42 giorni di prova. È stato inoltre segnalato che Sputnik innesca una risposta delle cellule T, fornendo protezione a lungo termine contro la reinfezione.

Il dottor Ohid Yaqub, docente senior presso l’Unità di ricerca sulle politiche scientifiche dell’Università del Sussex, afferma che “i risultati dello studio sono incoraggianti in termini di sicurezza e possibile efficacia”, ma aggiunge che “nel contesto dell’approvazione normativa, la progettazione e le dimensioni di uno studio di fase 1/2 non sono neanche lontanamente sufficienti per standard di approvazione ampiamente riconosciuti”.

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