Chi è Franco Bruno, il candidato sindaco a Trento che odia i centri sociali e non legge – VIDEO

Una sua intervista scritta è diventata presto virale, rilanciata da diverse fanpage su Facebook.

Una intervista in cui si è presentato sciorinando perle come quelle legate al suo stato civile (“sono da solo, niente da fare con le donne di oggi: molte fumano, si drogano, non fanno figli, non danno da mangiare. Per questo l’Italia va male: non si fanno più figli”) o legate alla sua avversione per il calcio (“Tifo solo per la f… e basta”).

L'intervista di Franco Bruno

Ma chi è Franco Bruno?

Si definisce “un rivoluzionario legale” che vuole “riportare l’ordine in una città pericolosissima”.

La città pericolosissima in questione è Trento, dove vive da oltre 20 anni (pur essendo nato a Bolzano 41 anni fa).

Una città talmente pericolosa da piazzarsi al 64esimo posto nella classifica delle città più pericolose in base all’Indice della criminalità 2019 elaborato dal Sole 24 Ore.

Stavolta è riuscito a candidarsi, dopo averci provato 5 anni fa ma non aver raccolto le firme sufficienti e necessarie per depositare la lista.

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Lo fa da indipendente con un proprio movimento, chiamato “La catena”.

Tale la passione per la politica che ci aveva provato anche a Verona nel 2017.

Adesso ci riprova, per lanciare un segnale.

Rifacendoci alle sue parole:

“Non ho mai votato in vita mia ma, l’ho fatto perché il 21 settembre dobbiamo impedire in qualsiasi modo, in qualsiasi maniera di far ritornare queste persone che fanno finta di governare. Invece non è così, ci stanno rovinando, se ne fregano di noi e quindi noi adesso, popolo italiano, loro faranno di tutto per cercare voti, ma io sono nato apposta, ho fatto questo movimento perché il 21 settembre voglio mettere il bastone fra le ruote a tutti.

Soprattutto è un segnale molto forte, perché chi sta a Roma deve capire che stanno lì da 40 anni, devono incominciare a fare le valigie e andarsene a casa. Quindi, io adesso sono sceso in campo apposta per mettere i bastoni tra le ruote a questi individui che sono tutti belli puliti, profumati e vestiti bene e se andiamo indietro nella loro storia, sono persone che non hanno mai lavorato. Io sono artigiano edile, ho aperto la partita iva a 19 anni, ho sempre lavorato, ho sempre costruito e loro mi hanno sempre portato impicci, burocrazie e casini”.