Saffo a Siracusa, in uscita un saggio basato sui frammenti della poetessa che propone nuove ipotesi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:11

Saffo

Uscirà il prossimo autunno-inverno un saggio dal cui titolo provvisorio, “Saffo a Siracusa – 1 e 2”, trapela l’originalità del tema trattato.

I frammenti di Saffo, trascorsi 2600 anni più o meno dal suo periodo siciliano, non smettono di sorprenderci attraverso una lettura originale che di essi propone Francesco Di Vincenzo, autore della pubblicazione.

Siamo andati a trovarlo per avere qualche anticipazione sui contenuti del saggio e su questi numeri presenti nel titolo provvisorio e che rimandano ad altri autori siciliani.

“Sì – ci dice – Luigi Pirandello scrisse un dramma la cui protagonista vive due vite distinte ma non separate in quanto espressioni di uno stesso corpo; vive schizofrenicamente, diremmo. Nel caso della nostra Saffo, siamo, almeno questo io sostengo con il conforto dei frammenti giunti a noi, di fronte a due donne distinte e separate, legate fra loro da una linea di discendenza familiare ma lontane nel tempo. Tutte e due in rapporto con Siracusa, città che della Saffo numero 2 è anche luogo di nascita.”

Una tesi che, se confermata come scoperta, potrebbe rappresentare per la città siciliana un ulteriore brillante da incastonare nella corona del suo patrimonio culturale.

“La cosa strana è che nel corso dei miei studi sulla Saffo della vulgata, il cenno al rapporto della poetessa con Siracusa è sempre stato posto in secondo piano, trattato en passant, in una storia dove a volte si sono accesi abbaglianti le luci su temi che avevano l’unico scopo di stimolare la pruderìe del lettore. Saffo e il tribadismo; Saffo e la misandrìa; i gossip su Alceo e Faone.”

A proposito di uomini e Saffo, nelle sue pagine viene ipotizzata l’origine siracusana di Cherchila, il marito di Saffo, e anche l’area della città antica dove insisteva la casa della prima Saffo.

“Il fascino della scoperta che un solo verbo, tradotto in maniera diversa dalla più diffusa interpretazione, svela alla nostra conoscenza è straordinario. Il verbo è utilizzato nel Lessico Suda e da esso si evince come l’uomo che avrebbe sposato Saffo fosse siracusano, ricchissimo e titolare, fra l’altro, di una industria tessile la cui ubicazione abbiamo tentato di ricostruire, così come la casa della poetessa.”

Ci è sembrato di capire che il suo intervento nella “questione saffica” rilancia il tema e apre a nuove ricerche sulla figura della prima grande poetessa dell’umanità.

Io lo spero, lungi dal volere rivoluzionare ipotesi e teorie; anzi un ritratto sempre più nitido ed emergente dai millenni sono certo verrà fuori dal puzzle delle informazioni che abbiamo e che avremo in futuro”.

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