Enrico Piaggio – Un sogno italiano: chi è stato il “papà” della Vespa? Curiosità e biografia

Questa sera su Rai1 andrà in onda “Enrico Piaggio – Un sogno italiano”. Ecco la storia dell’imprenditore che diede vita ad uno dei prodotti italiani per eccellenza: la vespa 

Da Audrey Hepburn in Vacanze Romane fino a Caro Diario di Moretti, la vespa della Piaggio è da sempre uno degli iconici elementi insostituibili per rappresentare l’immaginario di un Italia che ha fatto sognare tantissime generazioni.

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Simbolo del design italiano per eccellenza, la Vespa può vantare il primato di uno dei progetti industriali più belli ed innovativi di sempre. La sua nascita si deve al fiuto geniale del padre della Piaggio, l’imprenditore Enrico Piaggio, che intuì che per realizzare qualcosa di moderno e senza precedenti avrebbe dovuto puntare tutto su un progettista scevro dalle contaminazioni sulla progettazione delle motociclette; prese all’ora l’astuta decisione di affidare il progetto all’ingegnere aeronautico Corradino D’Ascanio, che detestava le motociclette. Dall’ingegno creativo di D’Ascanio e quello imprenditoriale di Enrico Piaggio nacque così la vespa, ancora oggi uno dei modelli di scooter più venduti in assoluto.

Chi è stato Enrico Piaggio, il papà della Vespa

Di origini genovesi, Enrico Piaggio fu il secondogenito della nota famiglia di imprenditori genovesi Piaggio che ha tramandato la sua attività per generazioni. Dopo la laurea in economia e commercio, Enrico ereditò, assieme al fratello, l’azienda alla morte del padre, deciso a seguirne la vincente filosofia imprenditoriale che per anni gli aveva premiati nel settore navale, ferroviario e aeronautico.

Quelli del secondo conflitto mondiale sono anni duri per Enrico e per la loro azienda, che oltre che a risentire il brusco calo della domanda interna subì numerose devastazioni delle sue sedi e furti di materiale.

Oltre alle fabbriche, fu la stessa vita di Enrico ad essere messa in pericolo: il 25 settembre 1943, mentre sostava nella hall dell’Hotel Excelsior di Firenze, Enrico Piaggio venne gravemente ferito da uno degli ufficiali dell’allora neo costituita Repubblica di Salò; la sua colpa fu quella di non essersi alzato in piedi mentre il generale Rodolfo Graziani teneva alla radio un discorso contro gli alleati. Il giovane imprenditore riuscì a salvarsi grazie ad un intervento d’urgenza con il quale gli venne asportato un rene.

La nascita dell’iconica vespa

Reduce dai danni economici del secondo conflitto mondiale, Enrico ebbe la brillante intuizione di virare verso un nuovo percorso imprenditoriale, quello dei mezzi a due ruote, i cui bassi costi, vantaggi logistici e larga fruibilità da tutti (anche le donne) erano, nella testa di Enrico, un potenziale cavallo vincente per l’azienda. Le visioni imprenditoriali del giovane Piaggio di rivelarono più che vincenti, e presero vita grazie alla collaborazione con D’Ascanio, che riuscì a realizzare concretamente quello che nella testa di Piaggio era ‘solo’ un’idea geniale.

Nacque così l’iconica Vespa, che prese il nome dal rumore del motore e dalla forma della carrozzeria. Fu proprio Enrico che, non appena vide i disegni del progetto, esclamò: “Sembra una vespa!”. Dopo l’inserimento nel commercio dell’Ape, un altro simbolo di design tutto italiano, nel ’51 Piaggio venne insignito della laurea honoris causa in Ingegneria dall’Università di Pisa.

Enrico Piaggio muore a soli 60 anni il 16 ottobre del 1965 per un malore mentre era nel suo ufficio. Contemporaneamente, mentre Enrico di sente male, fuori dalla sua fabbrica di Montedera è in corso un acceso sciopero operaio, con l’ambulanza arrivò a fatica per soccorrere l’imprenditore. Morì dieci giorni dopo nella sua villa di Varramista.

Non appena la notizia del decesso di Enrico Piaggio divenne pubblica, le manifestazioni operaie cessarono in segno di rispetto e tutti gli resero omaggio.

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