Coronavirus, il plasma iperimmune non è la cura: i risultati di uno studio lo dimostrano

Plasma iperimmune

Se n’è parlato per lungo tempo come la possibile cura contro il coronavirus.

Parliamo del plasma iperimmune, a lungo propagandato la soluzione per i malati di Covid (si ricordino anche i servizi de Le Iene in tal senso).

Ebbene, uno studio ha dimostrato come il plasma iperimmune non riduca la mortalità per Covid e di fatto non abbia effetti rilevanti sul decorso della malattia.

A stabilirlo, uno studio realizzato da parte dell’Indian Council of Medical Research (ICMR) che ha valutato la somministrazione del plasma dei guariti sui pazienti affetti da Sars-Cov2 e ha mostrato come non vi fosse una significa differenza nel tasso di mortalità (né nella progressione della malattia) tra chi ha usufruito del plasma e chi no.

Uno studio che ha coinvolto ha coinvolto 464 partecipanti di 39 ospedali, in 14 Stati in India: i partecipanti sono quindi stati suddivisi in due gruppi, uno che è stato curato con il plasma iperimmune (con due dosi a distanza di 24 ore l’uno dall’altro) ed un altro che è stato curato senza plasma.

Venendo ai risultati, la mortalità tra i partecipanti analizzati è stata del 13,6% per coloro che hanno usufruito del plasma e del 14,6% per chi non l’ha avuto somministrato, mentre Lla malattia è progredita in maniera grave nel 7,2% dei pazienti con plasma e nel 7,4% per i senza plasma.

E’ intervenuta sul tema – tramite un post su Facebook – l’immunologa Antonella Viola, professoressa ordinaria di Patologia Generale presso il Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova e direttrice scientifica dell’Istituto di Ricerca Pedriatrica.

Di seguito, il suo post: