Coronavirus: stop al vaccino Oxford-AstraZeneca, effetti collaterali per uno dei volontari

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:12

AstraZeneca, che collabora con l’università di Oxford, ha deciso di sospendere la sperimentazione del vaccino anti covid-19 dopo una “grave reazione avversa” sviluppata da uno dei volontari

Sarà sospeso il test di sperimentazione nel nuovo vaccino anti covid-19: la conferma arriva da un portavoce del colosso farmaceutico svedese-britannico AstraZeneca, che collabora con l’università di Oxford nella corsa al vaccino.

Uno stop “fisiologico” e di routine

Le notizie sul fronte vaccino non sono indubbiamente positive, ma non bisogna neanche cadere nello sconforto: “Il processo di revisione standard dell’azienda ha innescato una pausa per la vaccinazione per consentire la revisione dei dati sulla sicurezza”, ha dichiarato uno dei portavoce dell’AstraZeneca, specificando che il fermo del vaccino è “un’azione di routine che si adotta durante i test nel caso ci si trovi davanti a una reazione inspiegata. La gigantesca azienda farmaceutica ha perso il 6% nella borsa di Wall Street dopo le dichiarazioni. 

La pausa deriva da una reazione collaterale imprevista da parte di uno dei volontari, rispetto alla quale non si hanno ancora informazioni dettagliate; una fonte locale, tuttavia, ha detto che il partecipante al test dovrebbe riprendersi completamente.

Stando ad alcuni studi condotti da Oxford University un vaccino, per essere realmente sicuro, dovrebbe essere testato su 30 mila persone prima di poter essere ufficialmente messo in commercio. Nel frattempo il governo di Boris Johnson ha stretto un accordo con il colosso per ottenere il primo accesso al vaccino.

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Secondo Matteo Bassetti, infettivologo dell’ospedale Policlinico San Martino di Genova, lo stop è “un segnale che le aziende stanno lavorando con serietà, trasparenza e controllando i dati”. Questo è l’argomento più forte che noi possiamo avere nei confronti dei detrattori dei vaccini e dei no-vax che hanno attaccato dicendo che sarebbe stato messo in commercio senza fare i controlli. Ecco, questa è la risposta migliore che si poteva dare loro”.

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Teniamo anche conto che nel mondo sono alcune decine i vaccini in sperimentazione e va messo in conto che non funzionino” ha detto durante il programma “Agorà” Alberto Villani, direttore di Infettivologia presso l’ospedale Bambino Gesù di Roma. 

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