Trovato senza vita l’ennesimo giornalista in terra messicana, torturato e decapitato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:31

Julio Valdivia ucciso in Messico

Non è facile essere giornalisti, specialmente in Messico.

Come riportato l’anno scorso dall’organizzazione Articulo 19 – durante i sei anni di presidenza del Messico di Enrique Peña Nieto (in carica tra il 2012 e il 2018) 47 giornalisti sono stati uccisi, 4 sono scomparsi e 2.502 sono stati aggrediti.

Cifre impressionanti, che non stanno tendendo a migliorare (il Committee to Protect Journalists ha riportato come la metà di tutti gli omicidi di giornalisti globali lo scorso anno è avvenuta in Messico).

E’ inoltre giunta la notizia di un altro reporter messicano ritrovato ucciso.

Ucciso, dopo essere stato brutalmente torturato (una fonte ha dichiarato: “Valdivia è stato trovato vicino ai binari del treno, decapitato e torturato”).

L’uomo – Julio Valdivia, 44 anni – scriveva dei crimini delle gang locali ed era specializzato nel giornalismo chiamato “nota roja”, dedicato ai crimini più efferati.

Il suo corpo senza vita è stato trovato nella remota municipalità di Tezonapa e dapprima si è pensato fosse stato investito da un treno, tale era la gravità delle ferite infertegli.

Ma l’opzione è stata esclusa da esponenti dell’ufficio del procuratore e il governo di Veracruz ha dal canto suo parlato esplicitamente di omicidio, con un post su Twitter: “Condanniamo l’omicidio di Julio Valdivia”.

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