“Ti perdono, fratello”: le incredibili parole di un padre al pedofilo che ha stuprato e ucciso la figlia

Felecia, stuprata e uccisa

“Ti perdono, fratello”.

Parole di una forza estrema, considerando da chi e perché vengono pronunciate.

E’ quanto detto in tribunale dal padre di una bambina, violentata e uccisa nel 2014.

La piccola, Felecia Williams, nove anni, era stata affidata ad una vicina di casa, quando è stata violentata ed uccisa dal compagno di lei – nel momento che si era assentata per uscire a comprare della marijuana: l’uomo ha poi messo il corpo della piccola in una valigia, gettandolo nel porto di Tampa, in Florida.

Il pedofilo ha poi raccontato alla polizia che aveva dato alla piccola dei soldi per andare a comprare dei dolci ma che la piccola non era poi tornata.

Tre mesi dopo, il ritrovamento dei resti e l’arresto per l’uomo – poi condannato a morte.

Ma il padre di Felecia, rivolgendosi a lui al momento della comunicazione della pena capitale, gli ha fatto un discorso di una forza unica:

“Non sono come tutti gli altri, fratello. Non ho rancore contro di te. Nel viaggio che hai davanti a te avrai bisogno di Dio. Ti perdono. Ti perdono, fratello, ecco quanto è forte il mio Dio. Vengo qui e sorrido senza rancore. Sei mio fratello. Hai commesso un errore. Hai tempo per rimediare con Dio”.

Decisamente meno clemente la madre della piccola, che le ha dichiarato di volere la sua morte e di volerla il più violenta possibile:

“L’unica cosa che mi dispiace è di non poter chiedere che possa essere impiccato. Che possa sentire ciò che mia figlia ha provato più e più volte”.