Orlando non esclude il rimpasto dopo il Governo ma esclude Conte leader del PD e il ritorno di Renzi tra i dem

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:24

Orlando cum Zingaretti

Intervista a Radio 24 per Andrea Orlando, vicesegretario del Pd.

Intervista in cui parla di “fase nuova”, rispondendo a una domanda su un eventuale rimpasto dopo le regionali: “Credo che a prescindere dalla riforma istituzionale non si tratti tanto di cambiare questo o quel ministro ma di aprire una fase nuova. Ci troviamo nella situazione di spendere 209 miliardi in un Paese che da molto tempo fa tagli e c’è una difficoltà a mettere in campo progettualità”.

Un rimpasto quindi tutt’altro che escludibile, legato alla necessità di entrare in una nuova fase: “Con chi lo deciderà Conte ma che si tratti di disporre la squadra in assetto diverso è un’esigenza che deriva da questa fase”.

Una fase in cui il Pd potrebbe voler pesare di più: “Non escludo che possa esserci un effetto sull’assetto del governo ma non mi pare questo la cosa più fondamentale. Ora credo che si debba fare un tagliando per tener conto della fase nuova: non si tratta di dare peso a questo o quel partito ma di concentrarsi sui filoni che l’Europa considera centrali”.

Circa l’ipotesi di vedere l’attuale premier Giuseppe Conte come futuro leader dem, Orlando è abbastanza netto: “Il leader del Pd è Zingaretti. Conte credo sia leader di una coalizione cui si riconosce di aver affrontato due passaggi non banali in modo positivo: il lockdown e il successo su tutto il fronte in Europa sul Recovery fund. Lo si vede anche dal fatto che la destra non spara più sull’Europa: è difficile farlo quando gli italiani leggono che arriveranno da lì 209 miliardi”.

Escludibile anche il ritorno di Renzi nel PD, considerate le dinamiche su base locale: “Le considerazioni di Bonaccini sono legittime: mi chiedo se vadano fatte a una settimana dal voto, quando in tutte le regioni tranne le Marche Iv è contro il Pd e ha scelto il Pd come bersaglio. Adesso bisogna concentrarsi sulla campagna elettorale”.

Anche perché – proprio in merito alle Regionali – “con un tasso alto di indecisi tutto può succedere. Peserà molto il Covid, la preoccupazione: bisognerà spiegare che si può andare a votare in sicurezza. Ma non credo che ci sarà una sconfitta in Toscana e Puglia. Bisogna dire a chi va a votare che non si vota per il Parlamento ma si sceglie a livello regionale degli amministratori”.

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