Aggressioni gli causa danni permanenti al cranio, ragazzo torna a camminare grazie ad una app

Sopravvissuto ad una brutale aggressione con solo una parte del cranio, un ragazzo riprende a parlare e camminare grazie ad un’app.

Joe Shaw, ragazzo 26enne di Ramsgate (cittadina del Kent, Inghilterra), ha visto la sua vita cambiare radicalmente il 17 marzo del 2018. Quella sera si trovava in compagnia di amici per una serata al pub e tutto era andato per il meglio, finché il gruppo non ha deciso di fare ritorno a casa. I giovani si sono fermati ad un bancomat per prelevare, quando un uomo ha cominciato ad infastidire una ragazza del gruppo. Joe gli è andato a parlare, chiedendogli di andarsene e lasciarla in pace e per tutta risposta questo gli ha dato un pugno che lo ha fatto cadere.

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Nella caduta il ragazzo ha battuto violentemente la testa contro il marciapiede ed ha perso conoscenza. Gli amici hanno chiamato un’ambulanza ed è stato portato in ospedale in condizioni critiche. Per diverso tempo Joe è rimasto in coma e quando si è risvegliato aveva perso la capacità di parlare e di muoversi. A causa del danno subito, al ragazzo è stata asportata parte della calotta cranica ed ora si ritrova con un danno estetico e cerebrale permanente.

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Ragazzo con il cranio fracassato durante un’aggressione riprende a camminare

Davanti a lui si è presentato un lungo periodo di riabilitazione nel quale è stato affidato alle cure del fisioterapista Ben Chitambira. Durante il periodo della riabilitazione il professionista ha lasciato l’ospedale per sviluppare un’app dedicata proprio al recupero psicofisico dei pazienti colpiti da gravi danni cerebrali, la stessa che a partire dal marzo del 2019 ha utilizzato anche Joe. Nel giro di un anno il ragazzo non ha solo ripreso a parlare, ma adesso riesce anche a camminare autonomamente.

Intervistato dal ‘Mirror‘, Joe parla della sua fisioterapia e dei progressi fatti grazie all’app: “Ho cominciato ad utilizzarla nel marzo del 2019. Dopo una settimana che la utilizzavo, ho notato rapidi cambiamenti e progressi nel mio recupero. Anche nella mia capacità di linguaggio. L’app funziona davanti ad uno schermo di un computer. Fissi delle linee di diverso colore per nove minuti. Seguono sei minuti di movimenti destra-sinistra, alto-basso della testa continuando a fissare dei punti sullo schermo. Lo facevo per 3-4 volte al giorno e sempre prima di andare a dormire. Continuerò ad usarla finché non ne avrò più bisogno. La raccomando caldamente a chiunque abbia subito danni simili ai miei, mi ha aiutato tantissimo”.