Il saluto romano, non era davvero romano: origini di un falso mito

saluto romano fascismo

Il saluto romano che per anni è stato attribuito ai Romani e che fu riportato in auge nel periodo del nazismo e divenne uno dei simboli del regime fascista ha in realtà un’origine ben diversa, e assai meno remota.

L’inequivocabile gesto con il braccio destro teso e alzato è stato falsamente attribuito all’epoca dell’Impero Romano.

La verità però è che non ci sono tracce di questo saluto, non esiste alcuna testimonianza, documentazione o reperto storico che confermi l’esistenza del saluto romano. O perlomeno non ai tempi dell’Impero Romano.

Da dove trae origine il saluto romano?

L’origine di quello che non è altro che un falso mito coincide con il dipinto di Jacque-Louis David ‘Il giuramento degli Orazi’. Il quadro, che si trova al Louvre di Parigi, fu realizzato nel 1784 e mostra gli Orazi, appunti, giurare di fronte a loro padre, con il braccio destro teso davanti a loro.

Il quadro in questione è stato solo il punto di partenza del mito del saluto romano, il quale ha poi trovato ulteriori trasposizioni nella letteratura e nel mondo cinematografico.

Con il reato di apologia di fascismo, introdotto con la legge Scelba nel 1952, si vietano i comportamenti atti a ricostituire il movimento fascista.

LEGGI ANCHE => 14 luglio 1938, il fascismo promulga le leggi razziali: il ricordo della Comunità Ebraica, per non dimenticare

Viene considerato reato quindi l’attività di propaganda ed esaltazione dei principi fascisti. Questo comportamento è considerato in rapporto alla riorganizzazione del partito stesso, e il semplice elogio nei confronti del movimento non può quindi costituire a tutti gli effetti il reato di apologia. Il reato prevede una pena con l’arresto da 18 mesi fino a 4 anni.