Coronavirus, allarme per i rifiuti della pandemia: trovato un pinguino con una mascherina nello stomaco

pinguino di magellano mortoUn esemplare di pinguino di Magellano è stato trovato senza vita. La causa è legata ad una mascherina N95 ingerita dall’animale. Gli ambientalisti lanciano l’allarme

Tra le conseguenze dell’inarrestabile pandemia di Coronavirus vi è il potenziale disastro ambientale legato all’enorme quantità di mascherine che vengono quotidianamente utilizzate in ogni parte del mondo per difendersi dal contagio. Da mesi gli ambientalisti hanno lanciato l’allarme e, purtroppo, sono già migliaia le mascherine, chirurgiche, ffp2 o ffp3, finite nei mari e negli oceani o in altri corsi d’acqua o ancora abbandonate a terra, per poi finire nelle reti fognarie, sulle strade o nei campi. A riprova del grave danno che i rifiuti della pandemia potrebbero causare al mondo per molti anni avvenire vi sono i primi casi di decesso legati all’ingesione di mascherine. Proprio come accaduto a Sao Sebastiao, sulla costa settentrionale dello stato di San Paolo, in Brasile; qui è stato rinvenuto un pinguino morto per, come accertato dai veterinari, aver ingerito una mascherina N95.

Mascherine e guanti potrebbero mettere in serio pericolo la fauna marina

Un segnale di come guanti e mascherine rappresentino per la fauna marina una minaccia estremamente grave, al pari delle reti da pesca o degli sversamenti di petrolio o di altre sostanze tossiche in mare. È stata l’autopsia sulla carcassa di pinguino di Magellano a consentire di confermare, senza ombra di dubbio, le cause della morte. Parti della mascherina di protezione del modello N-95 sono infatti stati trovati all’interno del suo stomaco. La notizia è stata resa nota dall’Istituto Argonauta, che si occupa del monitoraggio delle spiagge di questa zona dello stato con l’obiettivo di conservare le zone costiere e proteggere la fauna.