Donna sviene trasportando le gambe amputate del marito: “Consegnate per un futuro seppellimento”

Donna piange in Ucraina

Giunge dall’Ucraina una vicenda ai limiti del racconto distopico.

Nel piccolo paese di Novyj Buh (circa 15000 anime) situato nella regione meridionale di Mykolaiv, una donna è stata costretta a raccogliere le gambe amputate di suo marito e portarle via con sé dopo l’operazione cui l’uomo era stato sottoposto.

La donna lo ha fatto, per poi svenire successivamente mentre si trovava a trasportare in un sacco gli arti amputati del marito: la sensazione delle gambe ancora calde a contatto con la schiena ha fatto avere un malore la donna.

La vicenda ha causato un’ondata di indignazione nel paese ex sovietico, con le carenze di fondi pubblici ospedalieri prese di mira dalla popolazione.

Secondo quanto riportato, i medici dell’ospedale avrebbero ordinato alla moglie di portare via gli arti amputati del marito, sostenendo di non avere le strutture per smaltire i “rifiuti medici”.

Drammatica la testimonianza di un’amica della donna: “Le gambe di suo marito sono state amputate. Le è stato detto in ospedale di venire la mattina, stare lì fino alla fine dell’intervento e poi prendere le gambe. Ha messo questo sacco con le gambe sulle spalle. Ha lasciato l’ospedale ed è svenuta perché ha sentito il calore di queste gambe schiena”.

Secondo il direttore dell’ospedale dov’è avvenuto il misfatto, gli arti amputati sarebbero stati consegnati alla donna come da prassi, nell’ottica di un eventuale futuro seppellimento del parente (con le gambe sepolte assieme al corpo).

Spiegando il perché dell’assenza di un “centro di riciclaggio”, il direttore ha quindi spiegato come sia stato distrutto dalla gente del posto che lo hanno poi “saccheggiato” al fine di rivenderne alcune parti.