Ricercatrice positiva al Covid-19, in Cina si teme una terza disastrosa ondata

La notizia della positività di una ricercatrice al Covid-19 ha fatto scattare un’allarme in Cina: in molti temono che si possa verificare una terza ondata.

La Cina è il primo Paese al mondo che è stato costretto a confrontarsi con la diffusione del Covid-19. Per oltre un mese il governo ha mantenuto una rigida quarantena e grazie a questa misura la fase acuta della pandemia è stata superata. Già nel mese di giugno si sono sviluppati nuovi focolai ed una seconda ondata d’infezione. In questi giorni i cittadini cinesi si stanno godendo una seconda fase di relativa tranquillità.

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Normale, dunque, che da quelle parti l’idea che possa presentarsi una terza ondata e che si possa tornare a restrizioni più rigide spaventi e non poco. Un’eventualità, questa, che nei giorni scorsi è sembrata più plausibile dopo che è stato riscontrato un caso di positività al virus all’interno ad un laboratorio di ricerca. I media hanno riportato la notizia ed hanno esposto il loro timore che la contrazione del virus possa essere avvenuta all’interno della stessa struttura. Pare infatti che nel laboratorio si stia studiando proprio il Coronavirus ed inizialmente si è ipotizzato che la ricercatrice si fosse infettata maneggiando una sequenza modificata dello stesso.

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Ricercatrice positiva al Covid-19, dal laboratorio smentiscono il contagio all’interno della struttura

A placare gli animi sono stati i responsabili del laboratorio in cui lavora la ricercatrice. Questi, infatti, hanno spiegato che tutti i dipendenti vengono sottoposti al tampone ogni due settimane e che la donna due settimane fa era negativa. Inoltre aggiungono che questa è stata in vacanza per qualche giorno e che solo al ritorno dal periodo di ferie è risultata positiva. La loro opinione, dunque, è che la ricercatrice si sia infettata fuori dal laboratorio.

Gli stessi responsabili hanno smentito la possibilità di un contagio diffuso a causa della positività della donna. Questo perché i ricercatori sono risultati tutti negativi al Covid-19. In ogni caso la struttura è stata posta in quarantena per evitare l’eventuale creazione di un focolaio più grande. La donna, in ogni caso, al momento non presenta sintomi gravi e sembra che la carica virale del virus sia molto bassa.