Scopre che nella bara di suo figlio non c’è alcun resto. Madre avvia una battaglia legale

madre figlio bara Una mamma ha avviato due battaglie legali dopo che un esperto di medicina legale le ha detto che nella tomba di suo figlio non era contenuto alcun resto.

Lydia Reid, di Edimburgo, ha combattuto per 45 anni per scoprire cosa fosse successo al corpo di suo figlio, Gary Paton, morto nel 1975 quando aveva soltanto una settimana di vita.

La donna è convinta che i resti del corpicino del neonato siano stati trattenuti illegalmente, ed è per questo che ha deciso di intraprendere una battaglia legale. Tre anni fa, la tomba di Gary è stata riesumata ed esaminata dall’antropologa forense professor Sue Black, che ha confermato l’inesistenza di resti scheletrici e l’assenza di alcun segno di decomposizione.

Lydia ha rivelato al quotidiano britannico “Metro” che sta facendo causa al Crown Office e alla Scotmid Cooperative Funerals, che si sono occupate del funerale. La richiesta della donna è di 75.000 sterline, pari a circa 82.000 euro.

Per l’esperta il corpicino del neonato non è stato mai messo nella bara

Inoltre, Lydia chiede anche la restituzione di alcuni vetrini che potrebbero contenere campioni degli organi di suo figlio, in modo tale da dargli una sepoltura adeguata.

Gary morì al Royal Hospital for Sick Children di Edimburgo. Quando venne riesumato, la famiglia scoprì che il luogo di sepoltura conteneva uno scialle, un cappello, una croce e un’etichetta con il nome. La professoressa Black ha concluso che l’unica “spiegazione logica” era che il corpo non era stato messo nella bara.