Bombardiere della Seconda guerra mondiale emerge dai ghiacci a causa del global warming

Un bombardiere B-17, utilizzato durante la Seconda guerra mondiale, è stato ritrovato in Islanda dopo che il global warming ha fatto ritirare il ghiacciaio.

Collezionisti e appassionati della Seconda guerra mondiale sanno che anno dopo anno resti del più sanguinoso conflitto armato della storia emergono ogni anno dal sottosuolo dell’Europa e delle zone in cui si è svolto il conflitto. Solitamente si tratta di stivali, fucili, elmi ed altre attrezzature utilizzate dalle truppe, di rado vengono trovati mezzi pesanti come carri armati e veicoli. Questo perché è più difficile che mezzi così grossi rimangano nascosti per tutti questi anni.

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Immaginare dunque la sorpresa del popolo islandese quando un giorno alcuni di loro si sono imbattuti nei resti di un bombardiere B-17. L’imponente velivolo veniva utilizzato dalla aeronautica militare americana per decimare le truppe avversarie nelle zone strategiche da conquistare. Ma cosa ci faceva il mezzo militare in Islanda? E soprattutto come mai è emerso solo di recente?

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Bombardiere riemerge dai ghiacci islandesi a causa del global warming

Il Bombardiere è precipitato in Islanda nel 1944 dopo aver fatto rifornimento all’aeroporto di Keflavik. L’equipaggio si è imbattuto in una tempesta ed è precipitato a causa di una turbolenza. Per fortuna il velivolo è atterrato sulla neve ed è riuscito a scivolare sulla fusoliera fino a che non ha urtato un banco di neve. Le dieci persone a bordo, infatti, sono riuscite a sopravvivere e, grazie all’ausilio di alcuni contadini locali, ad avvertire il comando dell’incidente.

Il governo degli Stati Uniti organizzò due spedizioni, la prima per recuperare l’equipaggio e alcune scorte presenti a bordo dell’aereo, la seconda per recuperarlo. Quando tornarono la seconda volta, però, del bombardiere non c’era più traccia: il ghiaccio lo aveva sommerso facendolo sparire alla vista. Causa il riscaldamento globale, qualche tempo fa i resti del mezzo sono riemersi ed ora sono diventati una meta turistica per i cittadini islandesi.