Coronavirus creato in laboratorio? Dietro lo “studio” Steve Bannon e un miliardario fuggito dalla Cina

Lo studio secondo cui il virus sarebbe stato creato in un laboratorio a Wuhan, pubblicato da una virologa cinese, è stato finanziato dalla Rule of Law Society, un’organizzazione con a capo Steve Bannon

Da oramai alcuni mesi è finito sotto le luci della ribalta, in particolare dei media statunitensi, uno studio che è giunto ad affermare che il nuovo coronavirus è stato creato all’interno di un laboratorio a Wuhan.

Leggi anche -> Coronavirus, dagli States riprende a circolare l’ipotesi di un origine in laboratorio del virus

Leggi anche -> Coronavirus, uno studio smentirebbe la sua origine naturale: nato da una ricerca in laboratorio

Lo zampino di Steve Bannon dietro lo studio 

L’articolo scientifico è apparso su Zenodo, un archivio online open access dove ricercatori e accademici caricano i loro studi. La principale autrice dello studio è Yan Li-Meng, una virologa cinese 36enne con alle spalle numerose, e solide, pubblicazioni scientifiche, fuggita da Hong Kong ad aprile 2020 per rifugiarsi dagli Stati Uniti grazie all’aiuto del miliardario cinese Guo Wengui, che si diede  alla fuga in America nel 2014 per scampare alle accuse del governo cinese nei suoi confronti, fra le quali “corruzione, sequestro di persona, riciclaggio, frode e stupro”. 

Ma se Yan ha alle spalle una credibilissima carriera scientifica, perché infangarla con uno studio dai tratti poco chiari e che è già stato smontato da molti ricercatori? Per vedere meglio i contorni di questa fosca vicenda sarà indubbiamente utile partire dall’ente finanziatore, la Rule of Law Society, organizzazione presieduta da Steve Bannon, ma non solo: l’altro garante del tanto dibattuto studio è stato il miliardario Guo Wengui, che nell’impresa ha investito ben 100 milioni di dollari. Lo studio non è stato tuttavia sottoposto a revisione paritaria, ed il fatto che sia stato finanziato da un’organizzazione senza scopo di lucro con a capo Bannon non può indurre ad altro che a porsi numerosi quesiti. Lo scorso mese, fra l’altro, Bannon, che ha guidato la campagna elettorale di Trump per le presidenziali, è stato arrestato per frode collegata ad un’altra organizzazione no profit proprio sullo yatch di Wengui.

La virologa, dopo essersi avvicinata a Bannon e Wengui, ha iniziato a comparire molto spesso sui canali dei media conservatori americani, primo fra tutti il podcast diretto da Bannon ad agosto,nel quale ha rivolto una dura critica nei confronti del regime politico della Repubblica cinese. La ricercatrice, però, non si è fermata solo allo studio sul coronavirus, ma ha sostenuto pubblicamente, a favore di Trump ed altri conservatori americani, l’utilizzo di idrossiclorochina come antidoto efficace contro il coronavirus, nonostante le numerosissime prove scientifiche contro questo rimedio, che si è rivelato anche pericoloso. 

Leggi anche -> Coronavirus, per i complottisti una ricercatrice è “sparita” dal laboratorio di Wuhan

Leggi anche -> Coronavirus, Anthony Fauci e l’intelligence americana contro Trump: “Virus non è stato manipolato in laboratorio”

Leggi anche -> Fuga di batteri dal laboratorio cinese, 3000 contagiati: l’episodio risale al 2019