Elezioni regionali 2020 e referendum: 3-3 tra centodestra e centrosinistra. Sconfitti Movimento 5 Stelle e Salvini

Voto

Cresce l’attesa per l’esito del referendum costituzionale per il “taglio” dei parlamentari (si approverà o respingerà la legge di revisione costituzionale dal titolo “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”), ma anche per i risultati delle elezioni regionali.

Ciò che verrà fuori dalle urne potrebbe rafforzare il governo giallorosso o provocare un forte scossone (si parla già da tempo di un possibile reimpasto).

Le Regioni coinvolte sono sei, in due governa attualmente il centrosinistra (Toscana, Puglia, Campania e Marche) mentre in due governa il centrodestra (Veneto e Liguria).

NewNotizie.it seguirà i risultati del voto, a partire dagli exit poll per passare poi alle proiezioni – decisamente più indicative per le tendenze di voto.

Zaia e De Luca

Exit Poll ore 15: Veneto, Campania e Marche scontate.
Referendum: Sì in vantaggio

In Toscana, Giani davanti a Ceccardi di 3 punti.

Nella media dei sondaggi (exit poll / in poll) provenuti dalle varie fonti alla redazione de La7, il candidato del PD è davanti al candidato della Lega di 3 punti.

Sarà testa a testa fino all’ultimo voto tra Emiliano e Fitto in Puglia.

Nonostante i sondaggi abbiano dato sempre in vantaggio il candidato del centrodestra, il governatore uscente non è spacciato.

In Campania De Luca – sempre secondo i sondaggi – stravincerebbe, con i suoi voti che sarebbero maggiori a quelli ottenuti assieme dai principali competitors.

In Liguria, il governatore uscente Toti supererebbe il 50% con Sansa indietro di 15 punti.

Acquaroli viene dato “irragiungibile” per Mangialardi nelle Marche: il candidato di Fratelli d’Italia dovrebbe imporsi sull’avversario (candidato del PD, partito che ha governato la regione con Luca Ceriscioli).

Zaia dovrebbe imporsi senza difficoltà in Veneto: si parla di percentuali quasi bulgare (oltre il 70%). In questo caso ci si attende di sapere soprattutto quale sarà la lista ad ottenere più voti, se quella della Lega o quella ad personam del governatore in carica.

In merito al Referendum, il Sì avrebbe ottenuto tra il 65 e il 68%: ci si appresterebbe così al taglio dei parlamentari tanto auspicato dai partiti maggiori.

Interessante il post della fanpage Election Day, che evidenzia gli aspetti più importanti da tenere d’occhio in questa tornata elettorale

Referendum costituzionale 2020, il Sì in vantaggio dopo un quinto dello scrutinio

Risultati referendum dopo un quinto dello spoglio

Attraverso un post su Facebook, l’ex capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio ha celebrato il risultato:

Dal Viminale, il ministro degli Interni Luciana Lamorgese ha ringraziato tutti per l’esito positivo del voto, nonostante le note problematiche legate al Coronavirus, prima di diramare il dato ufficiale dell’affluenza al voto:

Regionali 2020, prime proiezioni: confermato il centrosinistra davanti in Toscana e in Puglia

Sostanzialmente confermati gli exit poll di cui abbiamo dato notizia ormai un paio d’ore fa.

In Toscana il candidato del centrosinistra Giani si trova davanti alla Ceccardi, 46,4% contro 42,1%. Alla stessa maniera Emiliano si trova davanti a Fitto, 46% contro 40,1%.

In vantaggio il centrodestra solo nelle Marche, con Acquaroli davanti a Mangialardi (48,1% contro 34,7%).

Zaia stacca Lorenzoni con percentuali bulgare: 74,2% contro 16,1%.

Si attende di conoscere le prime proiezioni dalla Campania.

Ceccardi, Zaia, De Luca

Regionali 2020, la seconda proiezione dalla Toscana vede aumentare il vantaggio di Giani

Al 9% dello spoglio – il vantaggio di Giani in Toscana aumenta: 47,2% contro il 40,8% della leghista Susanna Ceccardi.

In Veneto (giunti all’11% dello spoglio) Luca Zaia ha raggiunto il 74.50 contro il 16.6% del dem Lorenzoni.

Per quanto riguarda le liste – ed era un discorso che interessava molto nell’ottica di una eventuale leadership leghista – bisogna notare come la lista Zaia ha raggiunto il 41.2% contro il 15.1% della Lega.

Regionali 2020, nuove proiezioni: cambio alla guida solo nelle Marche

Nuovo aggiornamento nelle proiezioni del voto delle regionali 2020.

Partendo nuovamente dalla Toscana, Giani si attesta al 48% (con Ceccardi al 40,7%).

In Puglia, Emiliano al 46,8% contro il 38% di Fitto.

In Marche confermata la vittoria del centrodestra, che “strappa” la regione al centrosinistra (Acquaroli sfiora il 50% – 49,6% – contro il 35,9% di Mangialardi).

In Campania, Vento e Liguria confermati i governatori uscenti, con percentuali bulgare nel caso di De Luca e Zaia (specialmente Zaia, adesso al 75,9%) e con il 54,9% per Toti.

Regionali 2020, i risultati definitivi: 3-3 tra centodestra e centrosinistra

Concludiamo questo articolo con cui abbiamo seguito le elezioni regionali 2020 e il voto per il Referendum costituzionale  riportando i risultati definitivi.

Risultati definitivi che attestano un pareggio tra centrodestra e centrosinistra ma che vedono un ridimensionamento della Lega salviniana, oltre che una debacle complessiva del Movimento 5 Stelle.

Ma andiamo con ordine.

In Campania e Veneto è plebiscito per i governatori uscenti, anche grazie alla gestione territoriale in periodo pandemia.

In Campania Vincenzo De Luca ottiene il 69,6% (il candidato del centrodestra Stefano Caldoro ha preso il 17,87%, mentre la pentastellata Valeria Ciarambino 9,99%) e in Veneto il leghista Luca Zaia addirittura il 76,78% (15,73% per Arturo Lorenzoni).

Come già scritto, da segnalare nella vittoria di Zaia il trionfo della lista “ad personam” del governatore con un sostanziale ridimensionamento della Lega salviniana.

Ed il netto ridimensionamento arriva in Toscana dove la candidata leghista appoggiata da tutto il centrodestra (Susanna Ceccardi) non è andata oltre il 40,45%  contro il 48,62% del nuovo governatore Eugenio Giani.

Solo 6,4% per la candidata pentastellata Irene Galletti.

Il Movimento 5 Stelle ha fallito laddove aveva da fallire:

8,62% nelle Marche – dove si è affermato il centrodestra con Francesco Acquaroli (al 49,13% contro il 37,28% di Maurizio Mangialardi per il centrosinistra) e 11,12% in Puglia con Antonella Laricchia nonostante si sia speso in prima persona Di Battista, schieratosi con forza contro il candidato del centrosinistra Michele Emiliano (che ha vinto col 46,86% contro il 38,86% di Raffaele Fitto).

Fallimento fragoroso anche per il tentativo di lista unitaria in Liguria: Ferruccio Sansa non va oltre il 38,89% contro Giovanni Toti.

Il governatore uscente del centrodestra ha vinto con il 56,13% dei voti.