Omicidio di Desirée, nuova testimonianza contro gli imputati: “meglio che sia morta che noi in prigione”

Giovedì scorso è stato riavviato il processo presso il Tribunale penale di Roma. L’adolescente avrebbe compiuto 18 anni il 14 settembre

Continua il processo sulla morte di Desirée Mariottini, l’adolescente trovata morta in un cantiere nella zona di San Lorenzo, a Roma, il 19 ottobre 2018. Lo scorso giovedì è ripreso il processo sulla morte di Desirée presso il Tribunale penale di Roma. Durante l’udienza si è svolta l’audizione di un testimone che ha incontrato la ragazza il giorno prima che morisse.

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L’ammissione di colpa: Desirée drogata prima della violenza e della morte

Narcisa Leon, una donna ecuadoriana che era accovacciata nell’edificio abbandonato al momento dell’incidente, ha detto alla corte di aver trovato l’adolescente sdraiata su un materasso. La testimone ha riferito che: “Uno degli imputati mi ha confessato di aver avuto rapporti sessuali con Desirée dopo averle somministrato droghe. Lo ha ammesso”. Ma non solo: altri due imputati hanno confessato di aver abusato di lei. 

Attualmente sono 4 gli imputati sotto processo per l’omicidio e lo stupro di Desirée: Yusuf Salia, Mamadou Gara, Brian Minteh e Chima Alinno, i quali dovranno anche affrontare l’accusa di aver drogato l’adolescente prima di violentarla e lasciarla morire. Se avessero contattato immediatamente i medici, infatti, Desirée sarebbe potuta sopravvivere. La Leon ha anche confermato il fatto che i sospetti hanno consegnato alla vittima un cocktail di droghe prima di abusarne sessualmente.

Sempre la Leon ha riferito che l’adolescente si era recata presso il sito abbandonato per comprare droga dai quattro uomini. Dopo aver trovato il corpo Narcisa sostiene che uno degli imputati, Mamadou Gara, ha detto testualmente: “meglio che sia morta che noi in prigione”, aggiungendo inoltre che altre persone che erano sul posto non hanno fatto nulla per aiutare l’adolescente dopo aver sentito cosa ha detto il sospetto spacciatore.

Gli imputati sono accusati di omicidio volontario, violenza sessuale di gruppo e spaccio di droga.

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