Resa dei conti nel Movimento? Ruocco: “Di Battista? Non saprei come considerarlo”. E non esclude la scissione

Di Maio e la Ruocco

La batosta delle regionali che ha visto il Movimento 5 Stelle uscirne come l’unica realtà inequivocabilmente sconfitta preoccupa la base ma anche i quadri.

E preoccupazione emerge dalle parole della deputata M5S Carla Ruocco, presidente della Commissione d’inchiesta sul sistema bancario, intervistata dalla AdnKronos.

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Una preoccupazione a cui si aggiunge una sana autocritica, volta a stabilire da dove far ripartire il Movimento: “Da sempre ho perorato la causa della valorizzazione delle qualità, questa sarebbe dovuta essere la strada maestra. Qualità e partecipazione sono i perni attorno a cui deve ruotare tutto. Ben venga la leadership collegiale se può garantire questi due fattori”.

Dal canto suo, la deputata (grillina della prim’ora) non nega il rischio di una scissione, considerata la frammentazione delle anime interne al Movimento: “Può darsi, ma non è una questione di guerra tra bande. Ci sono requisiti che il M5S deve ritrovare, la gente non si è sentita sufficientemente coinvolta e valorizzata”.

Tornando quindi a quanto fatto da Di Battista nella campagna elettorale per le regionali (ricordiamo soprattutto la sua presa di posizione contro il governatore pugliese Emiliano – che è riuscito comunque ad imporsi contro Fitto), la Ruocco è abbastanza dura: “Alessandro non si è mai messo in gioco realmente, non saprei proprio come considerarlo: fa i post, va in piazza, ma non si è mai messo in gioco. Se può fare il leader? Chiunque può essere eletto in maniera democratica, nulla è precluso: se Alessandro, messo alla prova, può valorizzare quello che ho detto, può tranquillamente diventare un leader. Ma ripeto, lui non si è mai messo in gioco realmente”.

Scontro tra Grillo e Di Battista

Oltre che di Di Battista, la Ruocco ha parlato anche degli altri personaggi cardine della storia del Movimento 5 Stelle, l’ex capo politico Luigi Di Maio e il fondatore Beppe Grillo.

Partendo da Di Maio, circa l’ipotesi di un suo possibile ritorno alla guida del Movimento: “Non sono io a doverlo dire: se la scelta deve essere collegiale, figuriamoci se posso esprimermi su questo. Sono state fatte scelte che hanno penalizzato il Movimento. Persone all’interno del M5S che si sono sentite trascurate… si è fatto un gioco di caminetti e amichetti, ma così non si guarda avanti”.

E circa una possibile presenza più incisiva di Grillo: “Ma Grillo cosa può fare? E’ stato sempre criticato quanto ha detto la sua in maniera più importante. E quando sta zitto, gli chiedono di intervenire. Non può gestire tutto lui, non può assumersi lui le responsabilità che non ha”.

Una battuta finale sull’alleanza con il Pd, da alcuni militanti della base non vista di buon occhio (come in precedenza, d’altra parte, quella con la Lega): “Il nodo non sono le alleanze, la vera questione è riuscire a mantenere la nostra identità. Il Movimento deve riattivare un coinvolgimento emotivo, a partire dai portavoce a tutti i livelli, arrivando a livello locale. Deve tirare fuori il meglio da ciascuno. Insomma, deve riaccendersi”.