Commissione Europea, nuovo patto su migrazione e asilo: come funzionano i nuovi meccanismi?

Migranti, von der Leyen
(Getty Images)

La Commissione Europea ha presentato oggi il nuovo patto sulla migrazione e l’asilo per i Paesi membri dell’Ue: come funzionano i nuovi meccanismi.

Da circa cinque anni si discuteva della necessità di presentare un nuovo patto sulla migrazione e l’asilo politico in Europa. Quest’oggi finalmente la Commissione Europea ha presentato il nuovo documento programmatico con il quale, ha dichiarato la presidente Ursula Von der Leyen, si cercherà di ristabilire la fiducia tra i Paesi membri e quella dei cittadini nei confronti della capacità di gestione del fenomeno migratorio da parte dell’Europa.

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Il principale cambiamento, secondo quanto riferito dalla Von der Leyen, è di prospettiva: “non è più in questione la possibilità di supportare la politica migratoria comune o meno, ma di come farlo”. Insomma tutti gli Stati membri dell’Ue hanno l’obbligo di garantire la solidarietà nei confronti dei migranti e dei richiedenti asilo.  Per facilitare questo compito verranno effettuati dei controlli più serrati alle frontiere, con un vero e proprio screening che porterà alla decisione sulla concessione o meno dell’asilo. La decisione dovrà essere presa entro 12 settimane. I confini saranno controllati con maggiore efficacia e tutti i Paesi avranno l’obbligo di aiutare quelli che si trovano ai confini e sono di conseguenza sotto maggiore pressione.

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Patto su migrazione e asilo: come funzionano i nuovi meccanismi

Presentato il nuovo patto su migrazione e asiloI cambiamenti sostanziali di questo nuovo patto sulla migrazione e l’asilo sono tre. Vediamoli dunque nel dettaglio per capire come funzioneranno i nuovi meccanismi di accoglienza e gestione della migrazione in Europa:

  • Una collaborazione rafforzata con quei Paesi esterni ai confini dell’Unione Europea da cui proviene il flusso migratorio basato su una partnership che accontenti tutti.
  • Una gestione forte dei confini: adesso non verranno prese solamente le impronte, ma si procederà ad uno screening della durata massima di 5 giorni. L’eventuale rimpatrio verrà effettuato entro e non oltre le 12 settimane dall’arrivo del migrante.
  • Solidarietà costante e permanente per tutti quegli Stati che sono sotto pressione nella gestione del flusso migratorio.