Bella Ciao a scuola? Come stanno le cose sulla supposta proposta del PD

In queste ore è stata riportata la notizia riguardante una proposta di legge del PD tesa a far cantare Bella Ciao in tutte le scuole: cosa c’è di vero.

In un lungo articolo pubblicato su ‘Il Giornale‘ si parla della presunta proposta del Partito Democratico di far cantare la canzone Bella Ciao dopo l’Inno d’Italia e nelle scuole. Si legge che la proposta di legge sarebbe stata avanzata per la prima volta il 30 Aprile, con l’Italia ancora in lockdown e che proprio oggi sia stata ripresentata in Aula.

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La notizia in questa forma viene riportata da ‘Il Giornale’, dal ‘Primato Nazionale’ e da ‘Il Tempo’. Un accenno lo si trova anche su ‘Libero Quotidiano‘, ma in quest’ultimo viene citata la proposta di legge di Fassino, Anzaldi, Pizzopane e Prestipino solo nella parte in cui si chiede il “riconoscimento della canzone Bella ciao quale espressione popolare dei valori fondanti della nascita de dello sviluppo della Repubblica”. Trattandosi di una canzone partigiana e dell’inno della resistenza all’invasione nazi-fascista, fino a qui non ci si troverebbe nulla di assurdo nella proposta.

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Bella Ciao cantata nelle scuole, è questa la proposta del PD?

Sia il ‘Tempo’ che ‘Il Giornale’, riportano una seconda parte del testo che sarebbe stato presentato in aula, nella quale si legge: “La Repubblica riconosce la canzone Bella ciao quale espressione popolare dei propri valori fondanti della propria nascita e del proprio sviluppo e a decorrere dall’anno scolastico 2020/2021, nelle scuole di ogni ordine e grado, nell’ambito delle attività didattiche finalizzate all’acquisizione delle conoscenze relative alla seconda guerra mondiale e al periodo storico della Resistenza e della lotta partigiana è inserito lo studio della canzone”. In questo caso dunque si tratterebbe di insegnare la canzone nelle scuole, come parte di quei valori fondanti della Repubblica.

Trattandosi di giornali di spiccata propensione verso gli ambienti di destra, abbiamo cercato di capire se la notizia venisse riportata anche altrove. Tuttavia non vi sono altri quotidiani nazionali che parlano della proposta del PD. Ci siamo chiesti per quale motivo gli altri non trattassero l’argomento ed una delle possibili risposte è che probabilmente non l’hanno trovata d’interesse. Di certo la lettura che viene data della proposta dai giornali succitati è tesa a far credere che questa proposta di legge sia la priorità del PD e che invece di lavorare al rilancio dell’Italia dopo la crisi sanitaria ed economica si dedichino a questo.