Coronavirus, riaprire gli stadi o no? Crisanti: “Riaprirli ora è da irresponsabili”

Lo stadio vuoto durante Juve-Inter

Riaprire gli stadi o no? Questo è il dilemma.

Sono molteplici le opinioni al riguardo e per lo più discordanti.

Sono discordanti le opinioni all’interno del ministero della Salute.

Due giorni fa, il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri – intervenuto ai microfoni di Un Giorno da Pecora – si è mostrato possibilista: “Gli stadi si possono portare a un terzo della capienza, all’Olimpico a Roma l’ingresso potrebbe essere consentito anche a 20-25 mila tifosi. Nel momento in cui si mantengono due metri di sicurezza, con regole precise, si vietano gli abbracci, con l’utilizzo della mascherina e degli igienizzanti, io penso che l’ingresso ai tifosi si può portare ad un terzo della capienza dello stadio”.

Ma quest’oggi Sandra Zampa, Sottosegretaria al Ministero della Salute, intervenendo a 24 Mattino su Radio 24, si è esposta in maniera decisamente contraria: “Riapertura stadi? Noi al ministero siamo contrari, il ministro ha ieri ribadito che prima ci sono le scuole, ci sono altre priorità, e poi ci occuperemo degli stadi. Occorre prima vedere quale sarà l’impatto delle riaperture delle scuole, di quanto si alzerà l’indice di riproduzione virale, e poi si potrà aprire riflessione su aperture che comportano grandi assembramenti come gli stadi. Le Regioni, se volessero, possono anche decidere per proprio conto. Ciò che sta succedendo per gli stadi è già accaduto con la riapertura delle discoteche: le Regioni le hanno aperte ma poi, di fronte al disastro, il ministro ha fatto un’ordinanza che ne ha imposto la chiusura”.

E se il leader della Lega Matteo Salvini si è esposto a favore della riapertura (d’altra parte, se le cose poi andassero male non dovrebbe risponderne – non essendo al Governo): “Non vedo dove sia il problema: li riaprirei gli stadi, in sicurezza, con gli ingressi scadenzati nel tempo. Quello che propongono le regioni, 20mila persone presenti, mi sembra ragionevole, come riaprirei le università. Il calcio è anche migliaia di persone che guadagnano mille euro al mese”.

Crisanti

Un addetto ai lavori come Andrea Crisanti, professore di Microbiologia all’Università di Padova, ha categoricamente escluso la riapertura degli stadi sia una buona idea, anche perché dovremo già affrontare diverse difficoltà considerata la riapertura delle scuole:

Riaprire gli stadi adesso è da irresponsabili, ora dobbiamo metabolizzare l’apertura delle scuole e vedere come va. Le cose vanno fatte gradualmente quando sento che gli stadi vanno riaperti perché il comparto muove un sacco di soldi penso che se poi andiamo verso una maggiore diffusione del virus la situazione potrebbe addirittura precipitare”.