Presidenziali Usa, Bannon parla di guerra civile e promette: “Pronte sorprese imbarazzanti”

L’ex consigliere della Casa Bianca, Steve Bannon preannuncia una guerra civile qualora Trump non dovesse essere eletto e parla di elezioni truccate.

Le elezioni presidenziali Usa stanno entrando nel vivo con i due principali candidati, Trump e Biden, che si danno battaglia nella campagna elettorale. Secondo i sondaggi il favorito alla Casa Bianca sarebbe proprio il candidato dei democratici, che andrebbe dunque a sostituire l’attuale presidente dopo un solo mandato. Tuttavia c’è chi non è convinto che il favore degli americani sia concordato davvero a Biden.

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L’ex consigliere della Casa Bianca Steve Bannon, di recente arrestato per frode e in libertà dopo aver pagato una cauzione di 5 milioni di dollari, ha infatti parlato di una presunta frode da parte del Partito Democratico americano. La sua teoria, esposta durante un meeting organizzato dal Metropolitan Republican Club ed intitolato ‘I democratici stanno rubando queste elezioni’, parte da lontano. Bannon sostiene che il Covid sia stato creato dal Partito Comunista cinese e che i Democratici pensavano di poterlo sfruttare per vincere le elezioni. Il problema sarebbe stato che l’emergenza sanitaria avrebbe spaventato tanto gli americani da convincerli a non andare alle urne.

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Bannon promette guerra civile: “Ci saranno sorprese imbarazzanti”

donald trump elezioni joe bidenLa teoria di Bannon è decisamente complottista e diventa ancora più intricata quando deve spiegare il perché ed in che modo le elezioni sarebbero manipolate: “hanno pensato questo complotto per rubare le elezioni, basato sul voto postale, inviando tra 60 e 80 milioni di schede da manipolare”. Il voto per posta sarebbe solo la prima parte di un piano molto più complesso che comprende l’accordo con le aziende della Silicon Valley per screditare la figura di Trump e l’aizzare le masse per fomentare le manifestazioni del ‘Black Lives Matters‘.

Qualora questo complotto dovesse andare in porto, continua Bannon: “Ci sarà l’equivalente di una guerra civile, che comincerà la sera del 3 novembre, quando si rifiuteranno di dichiarare Trump presidente”. L’ex consulente parla poi della sua incriminazione come ennesima parte del piano dei democratici per affossare Trump: “I giudici mi hanno incriminato perché vogliono eliminare le persone vicine a Trump, ma non hanno capito che io non sarei tornato nella campagna”. Infine aggiunge che sta lavorando ad alcune sorprese e che se tutto andrà come previsto: “saranno più imbarazzanti di quando al dibattito con Hillary portammo le donne stuprate da Bill Clinton“.