Uccisa dalla famiglia per aver abbandonato quel matrimonio così violento. Si era rivolta alla polizia, ma nessuno l’ha ascoltata

banaz omicidio famiglia Caroline Goode, il sovrintendente investigativo che ha lavorato al caso di omicidio di Banaz Mahmod, ha raccontato in tv i dettagli della vicenda. 

Banaz aveva 20 anni quando fu assassinata nel 2006 per aver abbandonato un matrimonio combinato. La giovane aveva iniziato una nuova relazione, nel tentativo di cominciare una vita diversa da quella vissuta finora, caratterizzata da violenze e abusi.

Suo padre, suo zio e tre cugini sono stati condannati per il suo omicidio. Il suo corpo è stato trovato in una valigia sotto un frigorifero: Banaz era stata violentata e strangolata.

La 20enne aveva ripetutamente detto alla polizia che temeva per la sua vita e aveva anche riferito che suo padre aveva già cercato di ucciderla: lo riporta il Mirror.

“Ci sono state tante occasioni per salvarle la vita”

“In genere, quando si indaga su un assassinio si ha una famiglia affranta dal dolore, e le maggiori motivazioni per svolgere il nostro lavoro provengono proprio dalla voglia di aiutare le persone che volevano bene alla vittima”, spiega Caroline Goode. “Ma in questo caso sembrava che nessuno dei familiari volesse bene a Banaz”. Un’impressione che è poi sfociata in una tragica scoperta.

“Ci sono state tante occasioni per poter salvare la vita di Banaz”, il rammarico della sovrintendente, che sottolinea come le forze dell’ordine abbiano sottovalutato il rischio che correva la ragazza.