Le confessioni del gangster che ha cambiato vita: “L’orrore che ho visto da bambino mi ha segnato”

stephen gillenAveva sette anni, Stephen Gillen, quando assistette ad una scena che lo traumatizzò, influenzandolo profondamente per il resto della sua vita. 

Fu a Belfast, alla fine degli anni ’70, durante il culmine del conflitto nordirlandese conosciuto come “The Troubles”, che il piccolo Stephen – che era nato in Inghilterra ma cresciuto in Irlanda da una zia – vide un giovane colpito a morte, con il sangue che sgorgava dalle sue labbra.

“Ho allungato la mano attraverso la fessura in fondo alla recinzione per cercare di dargli conforto”, ricorda Stephen, che era uscito a giocare proprio mentre scoppiava l’ennesima rivolta.

“L’ho praticamente visto morire. E quelle immagini sono rimaste con me, il dolore e l’orrore. Dopo quella sera sono diventato cupo. Ho sentito un’oscurità dentro”, racconta al Mirror.

Una vita dedicata al crimine, ma ora ha detto basta

Nonostante gli sforzi della sua amata zia Madge, che ha cercato di proteggere Stephen dalle atrocità del conflitto, era impossibile non essere travolti dalla morte e dalla distruzione, che caratterizzavano ogni casa in quel periodo così difficile.

Nell’intervista, Stephen racconta che negli anni dell’adolescenza quelle immagini hanno contribuito a fargli prendere una piega sbagliata. “Sono arrivati ​​la droga e il denaro – spiega – e subito dopo le guerre per il territorio, i nemici e la violenza”.

Stephen Gillen, divenuto un gangster, è finito in carcere molte volte ed è stato per circa 28 anni un autorevole esponente del crimine organizzato. Ora è pentito e sta cercando di rifarsi una vita.