Coronavirus, Ricciardi e i timori legati alla seconda ondata: “Almeno 2 ospedali su 3 sono inadeguati”

Walter Ricciardi

Aumentano i contagi e gli esperti tornano a parlare sovente.

E così Walter Ricciardi, superconsulente del Ministero della Salute per l’emergenza Covid e membro italiano del board dell’Oms, è stato intervistato dal Messaggero.

E le sue parole sono discretamente allarmanti:

“Siamo messi meglio rispetto ad altri Paesi come la Francia, perché abbiamo fatto una serie di scelte durante e dopo il lockdown, ma adesso paghiamo l’allentamento della guardia che è avvenuto in estate“.

E quali sono i rischi adesso?

“Siamo ancora in condizione di controllare questi focolai. Ma non possiamo andare oltre. Questa è un’epidemia che a un certo punto ha una crescita esponenziale. Se hai tremila casi oggi, dopo due settimane stai a quindicimila. Dobbiamo metterci in testa che non dobbiamo più sgarrare”.

Per quanto riguarda la questione dei voli provenienti dall’estero, a breve potrebbero esserci dei cambi nella lista dei territori considerati “a rischio”:

“La Grecia adesso ha numeri buoni, non ha senso tenerla in quel gruppo. La Gran Bretagna invece ha numeri preoccupanti, come il Belgio e la Danimarca”.

Escludendo la riapertura di discoteche (chiuse per certo fino al 7 ottobre) e degli stadi, Ricciardi sottolinea come molti ospedali italiani non siano pronti alla seconda ondata (perché non si sono preparati in questo tempo, ci verrebbe da chiedere?):

“La situazione non è soddisfacente, almeno 2 ospedali su 3 sono inadeguati. Alcune regioni come l’Emilia, il Veneto, anche il Lazio, sono messe bene. Altre sono molto indietro, è allarmante”.

E la preoccupazione è legata in particolar modo alle terapie sub-intensive:

Le terapie intensive sono preparate, abbiamo raddoppiato i posti. Per le terapie sub-intensive, che accolgono molti più pazienti, sono preoccupato. Il potenziamento è avvenuto a macchia di leopardo. Sono un punto interrogativo”.

Infine, oltre al richiamo per scaricare l’app Immuni, Ricciardi ha lanciato un appello alla vaccinazione di massa contro l’influenza:

“Vaccinarci contro l’influenza. Le temperature si sono abbassate, tra un po’ arrivano i raffreddori, poi l’influenza. Tutte sindromi con gli stessi sintomi del coronavirus. Se ci saremo tutti vaccinati, sapremo che l’influenza sarà un’evenienza improbabile“.