Derubato di 400mila lire nel ’79: ladro pentito gli restituisce i soldi 40 anni dopo

soldi restituiti dopo 40 anniCon una lettera anonima un ladro pentito ha restituito, in euro, il furto in lire risalente a 40 anni fa. Il racconto sui social della ‘vittima’ è diventato virale

Una lettera scritta da ignoti, contenente diverse banconote da 50 euro e riguardante un episodio avvenuto ben 40 anni prima. È quanto si è trovato nella cassetta delle lettere un uomo che quattro decadi fa ha subito un furto da un ladro che, evidentemente pentito, ha deciso di restituire l’intera somma. Il racconto è dell’ex sindacalista della Cgil e ai tempi componente di spicco del Pci Francesco Di Cataldo: dal 2011 al 2013 il mestrino, oggi pensionato ma attivo nell’insegnamento dell’italiano ai migranti con l’associazione culturale Antonio Gramsci di Mestre, è stato segretario provinciale del Partito dei Comunisti italiani.

Derubato dall’amico 40 anni fa, il racconto

“Io e mia moglie abitavamo in via rampa cavalcavia – racconta Di Cataldo -. Era un periodo di lotte operaie, del movimento studentesco, dell’antifascismo. Noi siamo gente di sinistra e la nostra casa era sempre piena di compagni: facevamo riunioni, chiacchierate, cenavamo insieme. Era un punto di ritrovo». Lì, nel viavai, qualcuno era entrato in camera da letto e aveva sfilato dal comodino la busta con l’intero stipendio che Francesco aveva appena portato a casa: in tutto 400.000 lire. Io e mia moglie avevamo trovato un po’ di confusione in camera e, scoperto il furto, avevamo pensato che fosse entrato uno sconosciuto dalla finestra. Non abbiamo mai sospettato di nessuno”. A quanto pare però a compiere il furto potrebbe essere stato un loro conoscente o addirittura un amico fidato che per 40 anni avrebbe provato rimorso per il suo gesto fino a decidere di restituire quel denaro rubato, consegnandolo nella cassetta delle lettere di nascosto.

L’ex sindacalista ha perdonato l’amico ladro

L’ex sindacalista ha spiegato che l’amarezza inizialmente fu grande perchè solo un mese prima gli avevano rubato lo stipendio in autobus: “Ero disperato perché avevo dovuto farmi prestare dei soldi dagli amici. Scoprire che per la seconda volta mi era stata rubata la busta era stata una grande sofferenza. Ben presto però avevamo superato l’accaduto, dimenticandolo”. Oggi l’uomo vive sempre a Mestre ma in un’altra abitazione e lunedì sera ha trovato la busta, indirizzata alla moglie, con francobolli ma senza il timbro delle Poste, segno del fatto che sarebbe stata consegnata a mano. All’interno oltre al denaro, un foglio senza firma con scritto: “Molti anni fa, quando lei abitava vicino al cavalcavia di Mestre, le sono stati rubati dei soldi. Questa è la cifra corrispondente”. Di Cataldo parla di un fatto “incredibile. Pensavamo a uno sconosciuto e invece conosce il nostro nuovo indirizzo quindi il ladro era un amico o almeno un frequentatore della casa”. Sui social ha così deciso di perdonare il ladro: “A me dispiace che per 40 anni si sia portato dentro questo rimorso. Per noi era tutto superato. Ma il fatto che questa persona, dopo tanto tempo, abbia deciso di riparare a quel gesto vigliacco mi fa molto piacere. È una forma di rispetto nei nostri confronti. Meglio tardi che mai, vuol dire che la sua coscienza è sana”.