14enne vittima di bullismo si impicca a scuola: gli avevano spalmato feci sul cuscino e nelle scarpe

La vittima, Pierre DaCosta Noble, frequentava un prestigioso collegio da 30 mila sterline l’anno. Si indaga sull’istigazione al suicidio del ragazzo

Si è riaperta l’inchiesta per istigazione al suicidio per la morte di Pierre DaCosta Noble, il 14enne di origini francesi che nel novembre 2019 si è tolto la vita impiccandosi nella sua scuola, la Windermere School, situata nella regione del Lake District in Inghilterra. Dopo la sua scomparsa è scattato l’allarme da parte dei professori, che hanno chiesto ai compagni di cercarlo: sono stati proprio due di loro a trovare il suo corpo. Vani i tentativi di salvarlo: condotto d’urgenza presso il Royal Lancaster Infirmary, Pierre è stato dichiarato immediatamente dopo deceduto.

Alcuni bulli avevano spalmato delle feci sul cuscino e nelle scarpe

Cruciali, ma non secondo la prima indagine, i due episodi di bullismo subiti dallo studente all’interno della scuola: alcuni studenti lo avevano preso di mira, spalmandogli delle feci prima nelle scarpe e poi sul cuscino della sua camera. Infatti secondo la prima inchiesta, condotta da diverse agenzie, gli atti di bullismo non hanno influenzato in maniera diretta la decisione del ragazzo di togliersi la vita.

Quando il medico legale Andrew Tweddle ha chiesto a Jennifer Davies, responsabile della tutela della scuola, se riteneva che fosse giusto l’esito delle indagini, ha risposto: “Con il passare del tempo non credo che la conclusione del rapporto fosse corretta“.

La Windermere School

Pierre era un allievo modello

Pierre è stato descritto da compagni e insegnanti come un allievo modello molto popolare nella scuola. Ma secondo alcuni amici più stretti Pierre aveva confidato loro che non era felice e che non riusciva a divertirsi. Secondo alcuni professori il ragazzo era stato preso di mira proprio perché era particolarmente benvoluto da tutti. 

Il Dottor Andrew Tweddle ha chiesto al preside Ian Lavender perché, a seguito di quegli episodi di bullismo, non avesse mai deciso di avere un colloquio diretto con lo studente. Lavender ha spiegato che era a conoscenza dell’incidente e che, essendo classificato come bullismo, aveva richiesto più tempo per strutturare un intervento, aggiungendo: “Sono profondamente dispiaciuto di non essere stato coinvolto nella questione prima”.

Solo a marzo di quest’anno un altro studente della Windermere aveva tentato il suicidio dopo i numerosissimi atti di bullismo nei suoi confronti: veniva continuamente deriso per la sua altezza.

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