Tortura, uccide, fa a pezzi e brucia la fidanzata femminista: “E’ carne andata a male, il frigo non funziona”

Un uomo è stato arrestato in correlazione al brutale omicidio di Pinar Guoltekin, la sua fidanzata e sponsor della campagna contro la violenza sulle donne.

Dopo tre mesi di indagini la polizia turca ha arrestato Cemal Metin Avci (32 anni) in correlazione al brutale omicidio della 27enne attivista femminista Pinar Goultekin. La donna era la fidanzata di Cemal e non sono chiare le cause che avrebbero portato l’uomo ad ucciderla in maniera così brutale. Tanto più che il sospettato, incarcerato preventivamente ed in attesa di giudizio, nega qualsiasi collegamento alla scomparsa ed alla morte della fidanzata. L’uomo è stato tuttavia accusato di omicidio e distruzione di cadavere e la polizia afferma di avere prove consistenti per incastrarlo.

Leggi anche ->Boxer picchia la fidanzata incinta uccidendo lei ed il bimbo che portava in grembo

Cemal è l’ultimo ad aver visto la giovane attivista ancora in vita e attraverso le intercettazioni telefoniche lo si collega anche al luogo in cui sono stati trovati alcuni dei suoi effetti personali. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo l’avrebbe picchiata e soffocata, quindi fatta a pezzi e bruciata. Al fine di crearsi un alibi, Cemal ha chiesto al fratello maggiore di raggiungerlo mentre ne bruciava i resti. Questo, colpito dal cattivo odore che proveniva dal rogo, gli ha chiesto cosa fosse, ed il fratello gli ha risposto che si trattava di carne andata a male a causa del frigo rotto.

Leggi anche ->La fidanzata si inventa l’abuso, lui accoltella due amici. Scopre la verità e si uccide

Uccide e brucia i resti della fidanzata: in Turchia chiedono giustizia

La morte di Pinar ha generato un grosso clamore mediatico in Turchia, sia per il modo in cui è stata uccisa sia perché la giovane donna era diventata da qualche tempo uno sponsor importante della lotta alla violenza contro le donne. Da settimane le proteste continuano senza sosta, con manifestanti che chiedono con insistenza che venga trovato e punito il colpevole. Secondo l’associazione di cui faceva parte, la KCDP, la recente ondata di femminicidi in Turchia è collegata in qualche modo alla morte di Pinar.

Nell’ultimo mese sono stati ben 27 i casi accertati ed altri 23 quelli di donne morte in circostanze sospette. Uno dei rappresentanti dell’associazione ha dichiarato: “Pinar è stata brutalmente torturata e uccisa. L’assassino codardamente ha cercato di nasconderne i resti. Non è una coincidenza che il suo brutale assassinio sia stato seguito da un incremento di femminicidi”.