Aerei con il pilota automatico entro il 2030: ambizioso progetto o clamorosa utopia?

Britten-Norman, attualmente l’unico produttore indipendente di aerei commerciali, ha reso pubblico l’ambizioso obiettivo di realizzare, entro il 2030, velivoli totalmente automizzati

Prototipo della nasa di aereo senza pilota

Volare su un aereo senza pilota? Sembra fantascienza ma potrebbe essere presto realtà: a rendere pubblico questo obiettivo tanto futuristico quanto ambizioso è l’azienda Britten-Norman, unico produttore indipendente di aeromobili commerciali nel Regno Unito.

Aerei senza piloti entro un decennio

Lo scopo della compagnia inglese è quello di riuscire, entro cinque anni, a brevettare velivoli solo con il “pilota automatico”, che inizialmente verranno affiancati dai piloti in carne ed ossa. Il vero punto di arrivo di questo ambizioso progetto, però, posto ad un decennio, ed è quello di riuscire a volare senza alcun aviatore. Per rendere operativa questa scommessa tecnologica saranno necessarie varie autorizzazioni, ma non solo: uno degli ostacoli più grandi da superare sarà la paura dei passeggeri, come ha chiarito l’Associazione dei piloti britannici.

Il modello “Islander” della Britten Norman

Proprio questa settimana la Britten-Norman  ha annunciato di aver intrapreso una collaborazione con lo specialista di volo autonomo britannico BlueBear con l’obiettivo di sviluppare in sinergia una nuova e funzionale tecnologia. Le due società lanceranno un progetto per automatizzare il modello Islander della Britten-Norman alla fine di questo mese. Il team che si occupa del progetto ha dichiarato:”Il sistema che stiamo attualmente brevettando consentirà all’Islander di decollare, volare e atterrare senza alcun intervento umano, ma la prima pietra miliare sarà un co-pilota automatizzato che può consigliare e supportare l’operatore umano”.

Obiettivo costi bassi

La compagnia britannica, oltre a sperimentare dei modelli che siano ad emissioni zero e per ridurre il costo del carburante, si è posta l’obiettivo principale di abbassare il costo dei voli, e questo, a loro avviso, sarà possibile solo se vi saranno voli automizzati. “Il trasporto aereo regionale dovrà affiancare gli obiettivi di avere zero emissioni di carbonio e una tecnologia autonoma che renda i voli accessibili”.

Dubbi dall’associazione dei piloti aerei britannici

Ma la British Airline Pilots’ Association (BALPA), ha espresso forti dubbi a riguardo, in particolare rispetto al parere dei passeggeri che vogliono avere “la fiducia di sapere che il pilota di controllo è a bordo con loro e che deve affrontare gli stessi rischi”.

Da un primo sondaggio condotto sui passeggeri nel 2018, è stato rilevato che il 63% era “improbabile che volasse su un aereo senza pilota”. Più della metà – il 52% – ha dichiarato che sarebbe riluttante a volare su un aereo a pilota singolo.

Brian Strutton, segretario generale dell’associazione, ha detto di aver accolto con favore “tutti gli sviluppi tecnologici nel settore dell’aviazione”, ma ha aggiunto: “Non crediamo che nessun sistema automatizzato sia capace come un pilota professionista esperto di affrontare condizioni estreme che questi aerei, ovviamente, potrebbero incontrare”. 

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