Rissa in tv tra Diego Fusaro e Sileri, il viceministro: “Legga più testi di medicina e meno di filosofia”

Ieri è andata in scena una rissa tv tra il viceministro Sileri e il filosofo sovranista Diego Fusaro sulla necessità delle misure di contenimento.

Con il passare dei mesi si è accresciuto il fronte dei negazionisti e degli scettici riguardo alla pericolosità del Coronavirus. Fronte che è diventato più rumoroso negli ultimi giorni per via delle notizie che giungono riguardo il prossimo Dpcm. Se il governo ed il comitato tecnico-scientifico ritengono necessarie nuove strette per limitare la diffusione del virus e situazioni sanitarie non controllabili, il fronte contrario non crede alla necessità delle misure e ritiene che queste servano solo a limitare le libertà dei cittadini.

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Trattandosi del problema di attualità più pressante per la nazione, ieri Giletti ha invitato gli esponenti delle due parti a ‘Non è l’Arena‘. Per il governo c’era Pierpaolo Sileri, viceministro alla Salute, dall’altra c’era Diego Fusaro, filosofo noto sopratutto per le sue posizioni sovraniste. Il confronto si è acceso immediatamente, quando Sileri ha commentato le posizioni del “avversario” dicendo: “Il ragazzo è giovane, si farà”. Poco dopo ha alzato la mascherina ed ha sottolineato: “Questa salva la vita”.

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Rissa tv tra Fusaro e Sileri, il viceministro lo zittisce: “Legga più libri di medicina”

Massimo GilettiFusaro ha visto nel comportamento di Sileri una provocazione ed ha preteso il rispetto: “Classica frase cafona che utilizzano gli anziani”. I due dunque si scontrano sulle regole del galateo, con Fusaro che tuona contro il viceministro: “Mi dia del lei, innanzitutto”. A quel punto lo scontro si placa ed il filosofo espone la proprio idea secondo la quale le misure di contenimento del virus sono un ritorno al fascismo.

Frase alla quale il viceministro risponde con un “Mi sembra esagerato”. A quel punto il filosofo controbatte dicendo: “L’ha scritto anche il filosofo Agamben…”. Sileri, però, non lo fa completare e lo zittisce dicendogli: “Io fossi in te leggerei un po’ più libri di medicina e di salute pubblica”.