Solidarietà in tempo di Covid-19: Dublin’s Boys Club, il gruppo in cui costruire una nuova mascolinità

Nel corso del 2020, nonostante la pandemia e i numeri dei contagi in continuo aumento, come si può verificare dal bollettino pubblicato tutti i giorni dal sito bloglive.it, i membri del Dublin’s Boys Club sono riusciti a stabilire una solidarietà tra uomini.

Il mondo degli uomini, sin da quando si è ragazzi, è un mondo duro nel quale è difficile creare un rapporto sincero e profondo. Solitamente infatti, sono poche le persone con le quali ci si riesce ad aprire realmente, sono persone selezionate e le confidenze avvengono principalmente in situazioni private.

Questo perché quando si esce in gruppo, tra uomini almeno, si tende a mostrare la parte più forte di sé, una parte che in alcune giornate è una semplice maschera. L’uscita è per rilassarsi, per fare battute, per ironizzare e per parlare di argomenti svariati che vanno dallo sport, alle donne fino alla politica.

I sentimenti, gli stati d’animo e le difficoltà, insomma, sono un argomento bandito dalle uscite tra soli uomini, specie perché c’è lo stereotipo mai superato che l’uomo deve mostrarsi forte e mai abbattersi dinnanzi alle difficoltà. Riuscirci, però, è un esercizio complesso, nessuno è immune alle giornate negative ed è normale abbattersi di fronte alle difficoltà o a problemi.

Sfogarsi parlandone con qualcuno e esternare i propri sentimenti a riguardo è un esercizio salutare. Chiaramente stiamo generalizzando e  qui in Italia diciamo che probabilmente c’è una maggiore apertura che in altre parti del mondo, ma per molti uomini aprirsi totalmente con degli amici è un’impresa ardua.

Solidarietà: il gruppo in cui gli uomini sperimentano una nuova mascolinità

Mai come quest’anno c’è bisogno di confidarsi con un amico, parlare delle difficoltà incontrate a causa del lockdown, della paura di perdere il lavoro, di quella di perdere una persona cara. Ed è per questo che l’esempio di solidarietà offerto dal Dublin’s Boys Club è come un faro nella notte in contesti difficili.

Il club è stato aperto su idea di un giornalista irlandese, stanco di fare parte di gruppi calcistici in cui si parlava solo di facezie e non si poteva essere sé stessi. Il primo club lo ha aperto a Berlino, poi, di ritorno a Dublino, ha parlato con un amico della sua idea ed insieme hanno fondato il Dublin’s Boys Club.

Cosa si fa in questo gruppo? Sostanzialmente si tratta di un gruppo di ascolto per soli uomini (non molto dissimile da una terapia di gruppo), in cui i membri sono invitati ad essere sé stessi. Non sono ammesse battute, non sono ammessi scherzi e bisogna sempre essere sinceri. Il tutto è iniziato come un esperimento, ma poi, quando è iniziato il lockdown il rapporto tra questi 20 uomini è diventato più stretto: gli incontri si tenevano con costanza tramite video-chiamate.

Quando le restrizioni sono cessate, sono tornati a vedersi di persona, non solo al club, ma anche all’aperto, per una birra, una nuotata, una camminata al parco. Non importa il luogo, importa solamente che tutti i membri siano sempre sinceri e che ci possa essere spazio per parlare delle proprie difficoltà e dei propri sentimenti.

Un attività attraverso la quale, dice il fondatore del gruppo: “Costruire una nuova mascolinità ed un rapporto più sincero”. Ma anche un modo per guarire sé stessi e superare quelle problematiche interiori che fanno parte della vita.