Omicidio Andy Cartwright: cadavere abusato dalla moglie prima di smembralo e darlo in pasto ai topi

Alla vicenda, che risale al primo agosto di quest’anno, si aggiungono dettagli sempre più inquietanti: la moglie avrebbe praticato necrofilia con il corpo senza vita del marito e ne ha bevuto il sangue prima di dare le dita in pasto ai topi con l’ausilio della madre

Emergono maggiori dettagli sulla morte del trentenne Andy Cartwright, nome d’arte di Aleksandr Yushko, il rapper ucraino ucciso e fatto a pezzi dalla moglie, Marina Kokhal, il primo agosto scorso nel suo appartamento a San Pietroburgo.

I dettagli del truce omicidio commesso con l’ausilio della madre

Il rapper trentenne era molto conosciuto nella scena rap est europea, e le modalità della sua morte hanno scosso non solo la Russia, ma il mondo intero. La moglie, la 36enne Marina Kokhal, ha rilasciato dichiarazioni incongruenti: ha sì confessato di aver fatto a pezzi il cadavere del marito, ma non di averlo ucciso, affermando che quest’ultimo sia morto per altre cause, ossia un’overdose fatale. La moglie, a detta sua, l’avrebbe fatto per proteggere la reputazione del marito, evitando che i fan scoprissero la grave forma di dipendenza da sostanze in cui era incappato durante il lockdown. Notizia smentita dagli amici più vicini di Andy, che hanno negato che il rapper fosse tossicodipendente. 

Coinvolta in questa truce vicenda anche la madre di lei, Elena Kokhal, 67 anni, accusata di aver aiutato la figlia nell’omicidio. Dopo mesi di notizie offuscate e incongruenti la verità sta finalmente emergendo: secondo i risultati dell’autopsia eseguita sul corpo della vittima, la moglie Marina avrebbe acquistato un farmaco insulinico che ha somministrato volontariamente in una dose eccessiva al marito. Il corpo del rapper è stato poi smembrato e fatto a pezzi, per poi mettere i suoi organi nella lavatrice per lavarli e congelarli nel frigorifero. Un altro dettaglio inquietante è stato scoperto dagli investigatori: la Kokhal avrebbe dato in pasto, assieme alla madre, del dita del marito ai topi presenti in giardino.

La polizia russa in una dichiarazione pubblica ha affermato che: “L’indagine ha raccolto una base di prove sufficiente che indica che l’omicidio era stato pianificato in anticipo dall’accusata. Poco prima che fosse commesso il delitto, la donna ha acquistato un medicinale da una farmacia cittadina che in seguito ha utilizzato per commettere il crimine”. Dall’interrogatorio è inoltre emerso che la Kokhal avrebbe fatto sesso con il cadavere del marito e ne avrebbe bevuto il sangue. 

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