Schio, pubblicato un cartello antisemita contro Liliana Segre

Un cartello antisemita, costellato di errori ortografici, è stato affisso su una bacheca comunale a Schio nei pressi delle ex scuole comunali “Marconi”. 

Presso le ex scuole comunali “Marconi” di Schio è stato appeso un cartello antisemita contro la senatrice Liliana Segre, sopravvissuta all’Olocausto. Queste le sconcertanti parole, piene di errori grammaticali, presenti sul cartello: “La senatrice ebrea che si domanda dovera Dio era la dove lai messo tu, l’ebreo a la memoria corta Dio no”.

Il consigliere comunale Carlo Cunegato ha riportato il cartello su Facebook, commentando così il vergognoso episodio: “A parte che non occorre essere dei linguisti ortodossi, dei seguaci dell’accademia della crusca, per pretendere qualche accento e apostrofo al punto giusto. A parte che prendersela con una superstite dell’Olocausto come Liliana Segre, donna coraggiosa capace di fare battaglie civili che hanno migliorato la vita della nostra comunità, è da vigliacchi. A parte che l’accusa di deicidio agli ebrei, dimentica che Gesù era ebreo. Atti di antisemitismo a Schio nel 2020 puzzano un po’ di schifosa regressione, un po’ ti fanno pensare e sperare che sia la follia di un individuo isolato. Speriamo che la condanna sia trasversale e unanime”.

Cartello antisemita contro Liliana Segre a Schio. La condanna del sindaco: “Mi dissocio a nome della città”

Anche il sindaco di Schio, Walter Orsi, ha condannato l’episodio con queste parole: “Purtroppo devo prendere atto che anche in questo caso la mano è stata più veloce del cervello, senza peraltro avere il coraggio di firmarsi e assumersi la responsabilità dell’azione. Condanno senza indugio questo tipo di comportamento e mi dissocio a nome della città, certo di interpretare il sentire comune su questi temi. L’episodio rimanda a un fatto analogo occorso qualche tempo fa in un vicino Comune, con le stesse vili modalità che dimostrano una scarsa parentela con l’intelligenza. Potrebbe trattarsi di un emulatore, se non addirittura della stessa persona. Mi piace in ogni caso pensare che possano essere le capacità di riflessione a essere maggiormente contagiose. Il foglio è stato prontamente rimosso”.