Coronavirus: ipotesi coprifuoco alle 22 per scongiurare il lockdown a Natale?

Polemiche e dibattiti sull’ipotesi coprifuoco alle 22, e nel frattempo la Campania chiude le scuole fino al 30 ottobre. Quali sono le misure che possono realmente metterci al riparo?

Tornano a salire i contagi in Italia, con l’epidemia che, come molti avevano ipotizzato, è rientrata nella fase acuta. Secondo gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità l’indice di contagiosità Rt si attesta a 1,17, con il virus che attualmente è in circolo su tutto il territorio nazionale.

La Campania chiude le scuole e blocca le feste

Nel frattempo De Luca, il presidente della regione Campania, ha firmato un’ordinanza che impone la chiusura di tutte le scuole fino al 30 ottobre, giustificata dall’aumento dei contagi: i nuovi positivi sono saliti da 818 a 1.127. Stop anche alle feste di qualsiasi tipologia, che siano cerimonie civili o religiose, e alle cerimonie funebri. 

La scelta di chiudere le scuole ha infiammato moltissime polemiche, sia dei presidi che della stessa Azzolina, che ha definito come “gravissimo e inopportuno” optare per la chiusura delle scuole: “In Campania solo lo 0,075% degli studenti è risultato positivo al Covid e di sicuro il virus non è stato contratto in classe”, ha spiegato il ministro, specificando che: “La media nazionale degli alunni che hanno contratto il coronavirus è dello 0,080%, la Campania è al di sotto anche della media nazionale. Capisco la preoccupazione di De Luca per la crescita dei contagi ma sicuramente non è colpa della scuola. Lo dicono i dati. La scuola è il luogo più sicuro per nostri ragazzi non solo dal punto di vista sanitario”.

Ipotesi coprifuoco alle 22?

Nel frattempo il governo, sulla scia di quanto optato da Regno Unito e Francia, sta valutando l’ipotesi di imporre un coprifuoco alle 22, con la relativa chiusura di bar, ristoranti e locali e il divieto per i cittadini di uscire di casa dopo quell’orario.

Per adesso, però, il ministro Speranza prende le distanze da chi proclama che questa misura sia già in procinto di essere adottata, e anche il diretto dello Spallanzani, Francesco Vaia, prende posizione contro chi diffonde paura e terrore: “Basta minacce di nuove chiusure, serve buon senso e dipende solo da noi”. 

Un’ipotesi, questa, molto rigida, ma che potrebbe essere finalizzata a scongiurare un lockdown natalizio che costerebbe miliardi a tutte le imprese, quasi tutte concordi nel preferire una chiusura adesso piuttosto che nel periodo natalizio, la quale implicherebbe delle perdite emorragiche di circa 16 miliardi di euro alla settimana. 

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