Seconda ondata: i tre possibili scenari ipotizzati dal Prof. Crisanti, con il lockdown “molto improbabile”

Il virologo Crisanti, intervistato da La Stampa, dice la sua sulle nuove misure in vigore e profila 3 nuovi possibili scenari: “Lockdown molto improbabile”

Andrea Crisanti, oramai noto docente di microbiologia dell’Università di Padova, intervistato da La Stampa, dice la sua sulle misure entrare in vigore dopo il nuovo dpcm, profilando tre possibili scenari ipotetici che potrebbero avvenire sulla base di una serie di fattori, primo fra tutti il rispetto da parte di tutta la popolazione delle norme entrate in vigore: a suo parere, infatti, “tutto dipende dal comportamento degli italiani”.

Crisanti critico sul Comitato Tecnico Scientifico

Fra i punti maggiormente salienti toccati nell’intervista emerge quello inerente il CTS, il Comitato Tecnico Scientifico, la cui posizione, a detta del microbiologo, risulta “incomprensibile”. Secondo il Professore romano, il Cts ha sbagliato nel non porsi il problema di come “tenere i contagi bassi” illudendosi che “l’epidemia fosse finita a giugno”. Problematiche anche le modalità con le quali propina ogni settimana nuove misure, mettendo, a suo dire, “in difficoltà il governo”. 

Un’altra questione scottante riguardante il Cts è quella dei tamponi: secondo il microbiologo, la burocrazia del Comitato “ci ha privato degli strumenti adatti a controllare il contagio”, il tutto accompagnato da un’organizzazione “che è mancata nelle settimane scorse e che ha costretto il governo a intervenire duramente”.

I tre scenari possibili e l'”improbabile lockdown”

Un altro aspetto rilevante ed estremamente dibattuto da tutto il mondo scientifico e politico è quello inerente un possibile nuovo lockdown che, secondo Crisanti, è “molto improbabile” che avvenga. Gli scenari possibili, a detta del docente, sono tre: “se i contagi scendessero servirebbe un piano per tenerli bassi fino al vaccino; se si arrivasse soltanto ad un appiattimento della curva potrebbero essere necessarie nuove misure più severe o una pausa di qualche tipo; se i contagi aumentassero di molto si arriverebbe a dei lockdown settoriali“, con i quali Crisanti intende “una pausa di alcune categorie per calmare i contagi oppure chiusure di locali, scuole e movimenti tra regioni”.

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