Robinho accusato di stupro, il ministro brasiliano dei diritti umani: “Prigione, subito” – VIDEO

Guai legali per Robinho.

L’ex trequartista del Milan – da poco accasatosi per l’ennesima volta al Santos – ha rescisso il proprio contratto per concentrarsi esclusivamente sulla difesa nel processo che lo vede coinvolto per accuse di stupro risalenti al 2013 (quando vestiva la maglia dei rossoneri).

Ma se Robinho vuole difendersi, la presunzione d’innocenza non vale per Damares Alves, ministro dei diritti umani, della famiglia e delle donne brasiliano, che ha stabilito che l’ex fantasista è colpevole – in base ad alcune trascrizioni delle intercettazioni telefoniche.

Queste le sue parole a Globoesporte: “Prigione, subito. Non ho altre parole da aggiungere. So che c’è ancora un appello, ma adesso c’è anche un audio. Di cosa abbiamo bisogno ancora? Prigione. Nessuno stupratore può essere applaudito. So che c’è ancora un appello, ma penso che sia tutto molto chiaro. Vedendo le trascrizioni di ciò che è avvenuto mi ha provocato nausea e voglia di vomitare. È stato molto brutto aver letto quello che ho letto, soprattutto da un calciatore come lui. Parliamo di un crimine e l’aggressore non merita alcuna considerazione. Non dobbiamo fare alcuna concessione solo perché è un giocatore. Deve scontare la sua pena, lì o qui, immediatamente”.