Coronavirus, Massimo Galli sull’aumento dei contagi: “Le scuole c’entrano. E la socialità extrascolastica”

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Intervista del Messaggero al professor Massimo Galli, direttore di Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco di Milano.

Intervista riportata parzialmente da Dagospia, di cui anche noi riportiamo qualche breve estratto.

A partire dalle parole di Galli sulla riapertura delle scuole che – a suo avviso, assieme alle tornate elettorali – ha concorso al vertiginoso aumento dei casi negli ultimi giorni:

“Si è voluto in tutti i modi dire che le scuole non c’ entrano. Però questo non sta in piedi. Le scuole c’ entrano. Poi, certo, c’entra anche il fatto che i ragazzi si ritrovano prima e dopo la scuola, sul trasporto pubblico e nella socialità extrascolastica. La coincidenza temporale c’ è con tutto quanto. Io sono stato l’unico a dire che andare alle urne, con questa situazione, non fosse una grande idea”.

Bisogna segnalare però come – in un rilevamento che comunque è del 10 ottobre, quando i casi erano in numero minore – secondo il monitoraggio del Ministero dell’Istruzione, gli studenti contagiati erano 5.793 (lo 0,08 per cento di tutta la popolazione studentesca), i docenti 1.020 (lo 0,14 per cento sul totale) e i dipendenti tra il personale non docente 283 (lo 0,14 per cento sul totale).

Quindi, una battuta circa l’opportunità o meno di effettuare i tamponi solo ai sintomatici:

Tornare a farlo solo ai sintomatici significa arrendersi al fatto che non siamo riusciti a fare un solo passo in avanti. Tra quello che succedeva in marzo e quello che succede adesso ci sono differenze, abbiamo i tamponi rapidi antigenici e, a breve, la possibilità di fare i test salivari per il ritrovamento del virus”.