Torna l’autocertificazione per le ore notturne. Ecco tutte le misure adottate nelle Regioni più colpite dal virus

Il coronavirus ha ripreso a circolare in maniera intensa in Italia. Torna l’autocertificazione in alcune Regioni per gli spostamenti notturni.

Dopo gli oltre 15.000 contagi di ieri, molte Regioni italiane stanno correndo ai ripari per cercare di fermare la crescita del virus. Le Regioni più colpite sono la Lombardia e la Campania, che a breve saranno in coprifuoco nelle ore notturne. Anche le altre Regioni sono pronte ad adottare nuove misure restrittive per arginare il contagio.

La Campania ha annunciato: “il blocco di tutte attività e della mobilità ogni giorno, dalle 23 alle 5, a partire da venerdì”. Inoltre, gli spostamenti fra le varie province della Regione sono limitati. Torna, quindi, l’autocertificazione per lavoro, sanità, scuola o assistenza. Anche la Lombardia, nonostante l’intromissione di Salvini, farà partire il coprifuoco notturno con le stesse regole campane.

Ci sarà, quindi la tanto “odiata” autocertificazione. Sul foglio dovranno essere specificati i motivi dell’uscita di casa oltre le 23. Sono consentiti spostamenti solo per “comprovate esigenze”. Se si tratta di motivi di lavoro si dovrà indicare il datore di lavoro e l’indirizzo. Per i motivi di urgenza, invece, dovranno essere menzionati la destinazione e la durata dell’uscita.

Riecco l’autocertificazione per gli spostamenti nelle ore notturne. Conte: “Si stanno definendo misure restrittive ma localizzate”

Anche le altre Regioni italiane stanno iniziando ad adottare restrizioni sempre più marcate. Ci riferiamo principalmente al Piemonte, dove Alberto Cirio ha deciso di chiudere tutti i locali a mezzanotte e i centri commerciali nel fine settimana, con la sola eccezione dei negozi con beni di prima necessità e delle farmacie. Inoltre, dal prossimo 26 ottobre le classi dalla seconda alla quinta superiore dovranno seguire per almeno il 50% dei giorni le lezioni a distanza. Anche la Liguria applicherà un’ordinanza molto simile a questa sulla scuola.

La Sardegna, addirittura vorrebbe chiedere al governo il via libera per un lockdown regionale totale di due settimane.

Questa la strategia di Conte, quindi: “La strategia diversa di questa seconda fase del contagio da Covid si giova anche di un sistema di monitoraggio molto sofisticato. Si stanno definendo misure restrittive ma localizzate. Dobbiamo entrare nella prospettiva che possono essere disposte a livello territoriale da presidenti di Regione e sindaci laddove la situazione critica diventi particolarmente preoccupante”.