È possibile azzerare i contagi di Coronavirus? La preoccupante risposta dell’esperto

la previsione dell'espertoUn esperto ha provato a spiegare perchè sia molto difficile arrivare al contagio zero su scala globale. Anche se in alcuni paesi o città ci sono riusciti

L’Italia ci era andata molto vicina ma poco dopo l’estate la curva epidemiologica ha ripreso a salire raggiungendo livelli oggi assolutamente preoccupanti. Ma a Wuhan o in Paesi come la Nuova Zelanda i contagi sono stati di fatto azzerati o quasi. Viene dunque spontaneo chiedersi se sia davvero possibile raggiungere gli zero casi di Covid-19 a livello globame e quali siano i migliori modi per contenere la pandemia. Ha provato a rispondere a questa domanda il professore di Immunologia Sperimentale presso il Trinity College di Dublino. Kingston Mills ha sottolineato che il cosidetto azzeramento potrebbe essere possibile solo in alcuni paesi insulari ma a fronte di importanti restrizioni per quanto riguarda i viaggi e, parallelamente, un gran numero di test. Parlando della Nuova Zelanda nel corso di un’intervista su The Conversation, ha infatti spiegato che dopo 100 giorni senza alcun contagio “sono emerse nuove infezioni da viaggi internazionali e altre fonti sconosciute” Aggiungendo che “sebbene con le attuali misure di controllo sia possibile appiattire la curva, arrivare a zero casi di Covid-19 attraverso di queste è più difficile”.

Vaccino o immunità di gregge

In merito al vaccino, l’immunologo ha sottolineato che “dovrebbe essere altamente efficace sia nel prevenire la malattia che nell’arresto della diffusione del virus a persone che non l’hanno avuta. I vaccini attualmente più avanzati nello sviluppo, tuttavia, hanno puntato a un obiettivo molto più basso: essere efficaci almeno al 50%, che è la soglia necessaria per essere approvati dalla Food and Drug Administration statunitense. Creare un vaccino altamente efficace al primo tentativo potrebbe essere troppo ottimistico”. E dovrà avere la medesima efficacia su tutte le fasce di età.

Tanto si è poi parlato in merito all‘immunità di gregge, da ottenere portando almeno il 70% della popolazione ad entrare in contatto con il Coronavirus. Ma su scala globale queste percentuali sono assolutamente lontane dal numero di coloro che sono state contagiate. Non è oltretutto noto se effettivamente l’infezione da Sars-Cov-2 protega dalla reinfezione. “Gli studi di sieroprevalenza hanno suggerito che circa il 3% delle persone di Dublino ha contratto l’infezione. Nella città di New York questa percentuale è molto più alta (23%) ma il più alto tasso di infezione a New York ha provocato la morte di molte più persone. E la Svezia, che ha adottato una politica liberare per contenere la pandemia, ha registrato un elevato numero di casi e dieci volte più morti per milione di abitanti rispetto alle vicine Finlandia e Norvegia”, ha concluso l’esperto.