Proteste Napoli, Roberto Saviano: “Camorra? Le persone protestano perchè disperate, politica è stata disastrosa”

roberto saviano proteste napoli Gli scontri che si sono verificati nella notte tra venerdì e sabato a Napoli hanno infiammato il dibattito sociale e politico. 

In molti hanno fatto riferimento ad infiltrazioni da parte della criminalità organizzata, che avrebbe manipolato la protesta dei commercianti nei confronti delle misure fortemente restrittive imposte dal governatore della Campania, Vincenzo De Luca.

Una tesi che non convince Roberto Saviano. Lo scrittore, che conosce molto bene la realtà della sua città, ritiene invece che la stragrande maggioranza delle persone scese in piazza nel capoluogo partenopeo l’abbia fatto per disperazione.

“La situazione è drammatica e scoppia a Napoli perché al Sud si trova la parte del Paese più fragile. Sono finiti i pochi risparmi che si avevano e l’equilibrio non ha retto”, afferma Saviano in un’intervista riportata anche dai quotidiani “La Stampa” e “Open”.

Saviano sostiene che di sicuro in mezzo alla folla erano presenti anche dei pregiudicati, ma anche che la camorra attenda con molta più soddisfazione l’arrivo di un lockdown. “La criminalità organizzata fa prestiti, acquista aziende e ristoranti che stanno fallendo – spiega lo scrittore – Tra l’altro, durante il lockdown, i prezzi della marijuana non schizzano come si immagina, ma comunque si hanno dei vantaggi”.

“La gestione della situazione a livello politico è stata pessima”

“Al netto delle violenze che, ovviamente, vanno stigmatizzate e della solidarietà che va data alle persone che hanno pagato con le botte il tentativo di contenere o raccontare quello che è successo – aggiunge Saviano – le ragioni logiche che portano a questa rivolta vanno affrontate”.

Per lo scrittore la responsabilità politica di quanto accaduto è fin troppo evidente. “Le casse integrazioni mancano, non ci sono piani per il Sud dove buona parte delle persone lavora a nero, la capacità diagnostica con i tamponi e il tracciamento sono saltati – conclude Saviano – La gestione è stata pessima e la situazione è drammatica. Non si può utilizzare l’eroismo individuale di medici e infermieri per sintetizzare la propria attività politica”.

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