Alberto Zangrillo duro contro Massimo Galli in diretta: “Mi accusa e allora mi denunci”

Zangrillo e Galli

Non c’è tregua tra Alberto Zangrillo e Massimo Galli.

La gestione di un momento sociale come quello attuale è difficile davvero.

Per chi vuol lavorare e non può più, almeno non così come tutti sapevamo fare prima dell’arrivo della pandemia; per chi, governando, dovrebbe ridurre rischi ma allo stesso tempo aiutare tutti a condurre una vita “normale” e, dulcis in fundo, per chi, nel ruolo di medico e specialista, deve dare informazioni corrette, senza allarmismi ma informando e correggendo il tiro di volta in volta.

Vero è che ultimamente infettivologi e pandemiologi sono diventati le nuove star, eppure non sembra troppo facile capire chi dice cosa, chi esagera e chi minimizza.

Ospiti oggi a “L’Aria Che Tira“, il programma di La7, Massimo Galli, Direttore e Responsabile  malattie infettive dell’Ospedale Luigi Sacco di Milano, e Alberto Zangrillo, Direttore dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione Generale dell’Ospedale San Raffaele di Milano, sono stati protagonisti dell’ennesima baruffa.

Due atteggiamenti i loro, di fronte all’attuale scenario sull’avanzamento del coronavirus, diametralmente opposti. Più pessimista il prima, più ottimista il secondo e questa visione diversa scatena in entrambi i luminari una reciproca rabbia che sicuramente non serve a nessuno.

Galli propone misure più restrittive, anche se a danno dell’economia. Zangrillo è meno catastrofico e consiglia misure proporzionate alla realtà.

Zangrillo tuona contro Galli e gli dà un consiglio

Stiamo vivendo qualcosa che appartiene all’Europa e al mondo, non solo all’Italia. Bisogna affrontare tutto questo in modo tranquillo, organizzato e responsabile.  Il professor Galli trova sempre il tempo di accusarmi e nemmeno troppo velatamente. Io questo tempo non lo trovo e ho sempre cercato di essere rispettoso. Però gli do un consiglio: questo accusare senza fare mai apertamente il nome forse è figlio della sua antica militanza sessantottina, di cui si fa vanto. Il nemico veniva additato senza nominarlo“.

Peccato però che a fare le spese di tanta caciara mediatica, figlia di guerre fra rispettabili autorità della scienza,  sia un popolo allo sbando, già confuso e bastonato da tanti, troppi cambiamenti ed alterazioni di una realtà che sembra assalirci piuttosto che essere vissuta…