Agostino Miozzo del Cts attacca: “Dov’erano questi esperti quando venivano tagliati ospedali pubblici?”

Agostino Miozzo del Cts

Intervistato dal Corriere della Sera, il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo ha parlato dell’operato del Cts, difendendosi dalle accuse mossegli circa i problemi che sta vivendo l’Italia in relazione al coronavirus:

“Ho letto di tutto, soprattutto analisi totalmente errate e disorientanti di pseudo esperti che hanno evidentemente la sfera di cristallo e la bacchetta del mago Merlino proponendo soluzioni magiche a problemi estremamente complessi. Che siano i politici a criticare le indicazioni del Cts mi sembra quasi legittimo, è nel pieno diritto. Che siano dei tecnici a dire cose inesatte e fuorvianti è molto meno legittimo”.

Perché il Cts non può avere reponsabilità, dinnanzi ad anni (decenni) di tagli della sanità pubblica:

“Imputare al Cts responsabilità di una situazione figlia delle sofferenze imposte al sistema sanitario italiano nei decenni passati è, non solo scorretto, ma direi disonesto. Dov’erano questi esperti di gestione delle emergenze dell’ ultima ora, quando venivano tagliati ospedali pubblici e letti di terapia intensiva, quando la politica penalizzava il sistema di sanità pubblica? Non ricordo le voci di questi nuovi urlatori di professione alzarsi forti per denunciare i tagli”.

Quindi, sul nuovo Dpcm, Miozzo sembra abbastanza convinto sia in linea con quello che al momento necessita il Paese (per evitare un nuovo lockdown):

“Risponde alla situazione attuale del Paese che è in rapidissimo peggioramento. Le stesse misure le ha adottate oggi la Germania”.

C’è invece chi non è d’accordo con le misure prese, come Walter Ricciardi:

“Stimo molto Walter Ricciardi, di cui sono amico, ma lui è esperto di sanità pubblica, questa emergenza mi ha insegnato che le decisioni di giungere al lockdown includono anche valutazioni relative alla sicurezza, all’ erogazione dei servizi essenziali, all’ economia. Io non ho tutti questi strumenti di valutazione e invidio i colleghi capaci di fare valutazioni così complesse dal chiuso del reparto dove dovrebbero assistere i loro malati“.

Una battuta, infine, sullo stato dell’arte degli ospedali ad oggi:

“Soffrono una pressione difficilmente sostenibile nel lungo periodo, soprattutto nei territori in ritardo nell’ organizzazione dei percorsi dedicati ai pazienti Covid. L’ unico modo per alleggerire è coinvolgere medici di famiglia e pediatri di libera scelta fornendo loro tutti i mezzi per operare, i materiali di protezione, gli strumenti diagnostici. Con l’ accordo appena siglato tutti i cittadini potranno fare i tamponi rapidi con il loro medico”.