La confessione del “collezionista di morte” che rubava foto di ragazze morte dai cimiteri: “Una perversione”

La confessione del necrofiloÈ lui ad aver rubato le ceneri di Elena Aubry: nella sua casa gli agenti hanno trovato 375 foto di donne morte rubate nei cimiteri. Il 48enne ha spiegato: “È una perversione”

Erano arrivati a soprannominarlo “il collezionista di morte” perchè si recava nei cimiteri della Capitale per rubare le foto di giovani donne morte. Agghiacciante quanto scoperto dalle forze dell’ordine, che avrebbero accertato anche “furti di ceneri” da parte dell’uomo, in seguito identificato. Si tratta di un 48enne di Casal Bertone, rintracciato dagli investigatori che hanno effettuato una perquisizione nella sua casa scoprendo ben 375 immagini di ragazze, tutte morte, portate via dai cimiteri e che l’uomo conservava nella sua camera da letto, come riportato da Il Messaggero. La stanza era stata di fatto trasformata in una sorta di mausoleo privato e come confessato dal 48enne, non era più in grado di mettere un freno a questa attività illecita, divenuta una sorta di droga. Le indagini sono iniziate in seguito alla violazione della tomba di Elena Aubry, dalla quale erano state sottratte, lo scorso marzo, anche le ceneri. Si tratta della giovane deceduta dopo un incidente avvenuto a bordo della sua moto, a causa dell’asfalto disconnesso, sulla via Ortensie il 6 maggio del 2018. Peraltro il necrofilo era già noto alle forze dell’ordine: la sua tecnica prevedeva di accedere nei cimiteri negli orari meno frequentati, per non essere notato. Ma non è bastato.

“Adoro ammirare i volti delle giovani donne morte”

I militari dell’Arma hanno raccolto una serie di indizi che li hanno condotti, lo scorso 23 maggio, nell’appartamento dell’uomo, visto più volte camminare tra le tombe del cimitero del Verano destando in tal modo alcuni sospetti. I militari sono entrati in casa e non ci è voluto molto prima che scoprissero l’enorme quantità di foto, oltre alle ceneri di Elena Aubry. Agli agenti il 48 ha spiegato che la sua era una vera e propria perversione e che non era mai riuscito a smettere: “Cercavo la fidanzata dei miei sogni. Adoro ammirare i volti delle giovani donne morte. Dopo un po’, però, mi stufo, butto via le foto e vado a cercare altre immagini”. “Sceglievo giorni e orari e portavo, come escamotage, cibo ai gatti tra le tombe. Le foto più belle – ha sottolineato – le tenevo esposte, con le cornici. Per me erano sacre. Altre le nascondevo per non farle vedere troppo”. Il 48enne, che non è affetto da alcuna malattia mentale, aveva anche un diario nel quale annotava tutti i suoi furti e le informazioni relative alle tombe violate. Ora è indagato per violazione di sepolcro, vilipendio di tomba, sottrazione e occultamento di cadavere.