Strage Nizza, un complice del terrorista era attivista gay

Killer Nizza 15 giorni in Sicilia,in Francia il 25/10 - Sicilia - ANSA.itTunisia, Italia, Francia.

L’indagine sulla strage di Nizza si muove lungo una linea: il cammino percorso dal tunisino Brahim Aoussaoui. E anche sullo studio dei social media…
Gli inquirenti sono alla ricerca di possibili complici. Al momento sono state fermate 4 persone entrate in contatto con il killer precedentemente all’assalto, per capire chi sono, se si tratta di semplici amici o di individui con responsabilità maggiori.

Brahim Aoussaoui, dopo l’identificazione e la fotosegnalazione a Bari, è tornato in Sicilia, avendo un contatto a Palermo, che gli avrebbe garantito un alloggio di fortuna nel magazzino del ristorante etnico in cui lavora. Poi si è spostato ad Alcamo, in provincia di Trapani, presso un tunisino che gli ha trovato lavoro nella raccolta delle olive.
Solo dopo diversi giorni il ventunenne avrebbe risalito la penisola fino alla frontiera con la Francia. Verosimilmente con la decisione già presa di colpire o forse con l’obiettivo ancora da scegliere. Partiva con lui anche Ahmed Ben Amor. Arriveranno in treno il 27 Ottobre a Nizza.

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Di  Ben Amor si sa che è un musulmano radicale. Ma si scoprirà anche essere stato nel 2016 vicepresidente di un gruppo Lgbt che lotta per la depenalizzazione dell’omosessualità in Tunisia, Shams Tunisie.

Sorprende quindi quel che sta emergendo dalle analisi della rete di Brahim Aoussaoui. In uno dei suoi profili su Facebook era anche stata pubblicata la foto di un uomo seminudo e muscoloso, oltre che scatti di uno spinello e un accendino. Amicizie, immagini, scelte che non si addicono di certo ad un musulmano radicale.

Tanti i contatti e le piste da seguire.

L’attentatore di Nizza il 28 Ottobre comunicava alla sorella il suo arrivo in Francia utilizzando un profilo Facebook condiviso e grazie a questo ed altri due profili di Brahim, è stato possibile risalire ad altri suoi contatti sul territorio italiano: a Pescara, Civitavecchia, Parma, Bologna, Roma.

L’ Aise (Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna) diretta dal generale Giovanni Caravelli, è stata determinante nel ricostruire la rete di contatti dell’attentatore e soprattutto nel trovare Ben Amor a Grasse, sabato 31 ottobre e nel farlo arrestare.