NN intervista Edoardo Ferrario: “Il mio Paese Reale un talk show dove contano le opinioni”

Paese Reale

Il Paese Reale è il talk show con protagonista Edoardo Ferrario. In onda su RaiPlay il programma è un mix saggio di humor assurdo e riflessioni socio politiche dove il talento del comico romano emerge in tutti i suoi personaggi unicamente interpretati da lui.

D: Edoardo, come ti sei avvicinato al mondo della stand- up comedy?

R: “Mi sono avvicinato al mondo della stand-up quando avevo circa 19 anni. E’ stata una rivelazione, è stato un po’ come sentire un pezzo rap per la prima volta. Mi è piaciuto molto questo linguaggio così semplice: un comico sul palco senza trucchi, senza costumi, senza musica o ballerine e senza scenografia che racconta semplicemente sé stesso. Scoprire un linguaggio così chiaro ed efficace per fare comicità mi ha fatto innamorare, è quello nel quale mi trovo assolutamente a mio agio e che preferisco per la comicità dal vivo”.

D: Il Paese Reale, il tuo talk-show su Rai Play, come lo definiresti con un aggettivo?

R: “Con un solo aggettivo definirei Paese Reale iperrealista perché, pur essendo uno show comico, una parodia di un talk show, credo sia una descrizione molto accurata, seppur distorta, della maggior parte dei talk show italiani. Mi affascina molto il format del talk show perché è sempre uguale e allo stesso tempo sempre diverso, in alcuni la notizia viene approfondita mentre in altri (ormai la maggior parte) le opinioni superano di gran lunga i fatti trattati, tanto che dopo un po’ che li guardi ti chiedi proprio quale sia il fatto da cui sono partiti. Paese Reale è proprio un talk show così, dove “contano le opinioni e ai fatti diciamo un secco no grazie” ma, ripeto, pur essendo iperbolico ed esagerato fa una rappresentazione assolutamente fedele dell’originale e si spinge più in là, svela il meccanismo alla base dei Talk show, in particolare di quelli populisti di ultima generazione”.

D: Come e dove nascono i tuoi personaggi, c’è un momento in un cui “scatta la molla” per crearne uno?

R: “I miei personaggi nascono dall’osservazione. Io sono un grande osservatore, mi piace molto ascoltare i dialoghi delle persone e coglierne le caratteristiche, ad esempio al bar o al ristorante. Parto sempre dalla voce, è da lì che mi scatta la molla; quando sento una voce che mi diverte o che in qualche modo mi colpisce diventa molto semplice per me farne uscire un personaggio, mi sembra quasi un dovere imitarlo perché dal modo in cui uno parla si capisce molto anche del modo in cui ragiona. Tutto parte da lì, poi dopo viene il trucco e la caratterizzazione fisica”.

R: Ti definiresti un one-man show a 360 gradi?

D: “Mi definirei un comico che ha avuto la fortuna e il privilegio di lavorare su tanti media. A me piace la comicità e mi piace declinarla in modi diversi. Faccio spettacoli dal vivo, radio, tv, ho fatto spettacoli di stand up usciti su differenti piattaforme e sto scrivendo un film per il cinema quindi sì, sicuramente ho avuto la fortuna di lavorare con tanti linguaggi. Posso proporre anche lo stesso personaggio su diversi canali, l’importante è sempre adattare il linguaggio perché ogni media ha le sue regole.”

R: I tuoi riferimenti nell’elaborazione del tuo lavoro di comico, attingono più alla commedia americana o quella italiana?

D: “I miei riferimenti nell’elaborazione del lavoro comico attingono sia a modelli stranieri che italiani. Per quanto riguarda l’Italia ho sempre amato i comici che fanno i personaggi, sono cresciuto con il mito di Carlo Verdone,Corrado Guzzanti e Paolo Villaggio; anche Antonio Albanese mi è sempre piaciuto molto. Per quanto riguarda comici anglosassoni amo moltissimo Louis CK, Eddie Izzard, Ricky Gervais (The Office UK per me è un capolavoro) e sono un grande fan di Sacha Baron Cohen”.

Paese Reale

D: Che riscontro hai avuto (o stai avendo) dal pubblico dal tuo nuovo programma?

R: “Il pubblico che sta vedendo Paese Reale fortunatamente è entusiasta. Credo che per anni una intera fetta di pubblico sia stata ignorata dalla televisione e non si può più fare finta di niente. Ormai la gente ha voglia di andarsi a cercare un contenuto, di scegliere il programma o la serie da vedere la sera dopo il lavoro, l’appuntamento fisso non esiste più. Mai come in questo periodo il pubblico ha voglia di novità, reagisce molto bene alla sperimentazione di nuovi linguaggi, bisogna solo avere il coraggio e la voglia di farlo e Rai Play l’ha avuto.”.

D: Satira e commedia, qual è il confine che delimita il tutto?

R: “La satira è un genere letterario dove, attraverso la comicità, l’autore esprime un punto di vista molto forte sulla realtà, la commedia è un genere teatrale o cinematografico che fa propri alcuni meccanismi della comicità. Io amo la satira sociale, è sempre stata la mia passione. In Paese Reale c’è tanta satira sociale. La creazione dei personaggi è sicuramente un lavoro di satira sociale, qualcosa che avevo già iniziato a fare con la serie Esami in cui facevo la rappresentazione tutti gli studenti e dei professori. Molti di loro sono finiti anche in Paese Reale”.

Sergio Cimmino