Arrestati quattro pugili trapper: sono accusati di violenza, sequestro di persona e discriminazioni razziali

4 pugili trapper

Manuel Parrini, Tiziano Barilotti, Omar Nguale Ilunga e Ion, sono questi i nomi dei 4 trapper (e i primi 3 anche pugili), accusati di violenza, sequestro di persona e discriminazioni razziali.

I bulli furono già condannati nel 2019 per aver rovinato il volto di un barman nella zona dell’Eur.

Ma dopo il processo vennero subito scarcerati, pronti a commettere nuovi crimini.

Trapper e pugili: la loro storia

Spavaldi, arroganti e per nulla pentiti, proprio come lo erano stati i fratelli Bianchi, finiti in carcere per aver ucciso di botte lo chef Willy Monteiro Duarte.

Per i 4, invece, sono due gli episodi per il quale sono stati condannati, entrambi filmati e caricati sul web, pronti a ricevere consensi.

Il primo episodio di violenza, risale al 7 marzo dell’anno scorso, quando aiutati da altre 2 persone, aggrediscono vari trapper negli studi di registrazione di Portonaccio.

Si accaniscono soprattutto su Gabriele Magi, detto Gallagher; lo riempiono di botte e poi gli versano addosso birra e un detergente chimico.

Il video, caricato su You Toube, fece infuriare anche Fedez, che su Instagram dichiarò:

“Che vogliamo dire? Che se fai un video con le persone picchiate, finisci primo in tendenza?”

Il secondo episodio di violenza

Ad aprile ci fu il secondo episodio di violenza, messo in atto da Parrini e Refice.

I due aggredirono un ragazzo extracomunitario in via Giustiniano Imperatore, tramortendolo con un calcio sul volto, per poi postare il video sul web, incitando al razzismo.

I quattro trapper si trovano adesso agli arresti domiciliari.