Covid, la testimonianza di un medico contagiato dal virus

Arturo Di Folco da marzo sta combattendo in prima linea nella cura dei malati Covid. Ora il virus lo ha colpito. Ecco la sua testimonianza a ‘Il Messaggero’.

‘Il Messaggero’ ha raccontato una testimonianza molto toccante di un medico, Arturo Di Folco, che, da protagonista nella cura alle persone, è divenuto vittima del virus. L’intervista certifica quanto il Covid-19 sia potente, pericoloso e altamente contagioso.

Queste le su parole: “Come sto? Non bene, proprio in questo momento mi sento molto affaticato, ho l’ossigeno e respiro a fatica, non posso stare molto al telefono, però sottoscrivo tutto quanto ho scritto: qualche giorno fa ho fatto accesso al pronto soccorso del Policlinico Umberto I e ho vissuto sulla mia pelle cosa vuol dire stare 24 ore su di una sedia senza avere informazioni, circondato da persone da oltre 3 giorni in attesa sulle barelle. Ma c’è di più. nessuno si è fatto vivo, acclarata la mia positività, per chiedermi quali siano stati i miei contatti pregressi, per capire come possa avere contratto il virus”.

La testimonianza di Arturo Di Folco, medico contagiato dal Covid: “L’attuale gestione degli accessi in ospedale richiama alla mente i vecchi lazzaretti”

Arturo Di Folco non ha risparmiato critiche sulla gestione italiana degli accessi in ospedali, per quanto concerne chi è colpito dal virus: “L’attuale gestione degli accessi in ospedale richiama alla mente i vecchi lazzaretti di memoria manzoniana. Sono rimasto seduto ore senza nemmeno avere mezza informazione circa l’esito degli esami effettuati, la Tac toracica. Credetemi, un degrado così se non lo avessi visto con i miei occhi, avrei avuto difficoltà a crederlo…”.